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Prostituzione in Ticino: retata al Prince’s Pub

22 marzo 2012 – 10:48Nessun Commento

Pubblicità per la Svizzera (foto L. Holländer)

Aumenta la pressione sui bordelli illegali in Ticino in vista del varo della nuova legge sulla prostituzione. Durante la notte gli agenti della Sezione Teseu – la buon costume ticinese – ha condotto una retata al Prince’s Pub di Bellinzona, accertando la presenza di 41 ragazze che non disponevano del permesso per esercitare la prostituzione, che sono state denunciate alla magistratura.

Diverse decine di agenti sono intervenuti dopo le 22, passando al setaccio tutti i locali e controllando l’identità dei presenti. Le ragazze sorprese nel locale – 13 brasiliane, 12 rumene, 8 spagnole, 6 dominicane, una colombiana e una boliviana – non erano registrate presso il Registro per l’esercizio della prostituzione, e sono quindi state denunciate alla magistratura.

In Ticino sono operativi circa 30 locali pubblici in cui si pratica la prostituzione. Di questi solo due – il Motel Castione a Castione e l’Oceano di Lugano-Pazzallo – dispongono di un regolare permesso e si impegnano a far lavorare solo prostitute regolarmente registrate presso le autorità.

Sembra ora che le autorità cantonali abbiano l’intenzione di alzare il tiro sull’attività di questi locali, intervenendo per far rispettare la legge. L’intervento di stanotte a Bellinzona ha portato anche alla denuncia dei gerenti al Ministero pubblico per promovimento della prostituzione, infrazione alla Legge federale sugli stranieri e esercizio illecito della prostituzione (art. 199 Cps).

La tolleranza di cui le autorità hanno dato prova finora ha purtroppo comportato degli sviluppi inquietanti. L’illegalità in cui opera la maggior parte dei bordelli ha incoraggiato l’arrivo di magnaccia e papponi, che tentano di far lavorare le loro ragazze, o di reclutare, minacciandole, quelle che vi si trovano senza permesso. A differenza dei bordelli legali, che in questi caso, come è già successo, possono chiedere l’intervento della polizia, i bordelli illegali si guardano bene dal farlo.

Per Michel Venturelli, criminologo e consulente del gerente del Bar Oceano Ulisse Albertalli, il ristabilimento della legalità è auspicabile soprattutto a tutela delle ragazze, che sono la componente più vulnerabile di questo business. Su un altro fronte va però anche risolto il problema dell’autorizzazione dell’apertura di locali erotici, di competenza comunale.

Diversi Comuni si rifiutano infatti di autorizzare l’esercizio di bordelli anche nelle zone previste dalla Legge cantonale. Paradossalmente magari tollerando poi l’esistenza di quelli illegali in zone in cui la prostituzione dovrebbe essere proibita. Un’approccio a dir poco incoerente, che favorisce la relegazione della prostituzione in una zona grigia in cui si innesta in modo sempre più preoccupante la malavita.

Michele Andreoli

 

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