Prostituzione in Ticino: punibili i clienti
Il governo del Canton Ticino intende modificare la Legge sull’esercizio della prostituzione. Fra le principali novità, la possibilità di punire i clienti di prostitute che esercitano illegalmente. Si vuole inoltre introdurre norme più precise sull’esercizio dei locali dove è stata autorizzata la prostituzione, e regolamentare l’obbligo di annuncio delle prostitute.
In Ticino esiste una Legge sull’esercizio della prostituzione dal 2001. La sua applicazione ha permesso di migliorare la situazione in particolare per quanto concerne il rispetto dell’ordine pubblico e il numero dei reati frequentemente legati all’esercizio della prostituzione. Grazie all’obbligo di annuncio alla polizia si è acquisita una migliore conoscenza del fenomeno e di assicurare una più concreta protezione delle persone coinvolte.
La revisione delle norme in vigore è resa necessaria dall’evoluzione più recente di questo particolare mercato, in rapporto anche alle nuove disposizioni federali in materia di libera circolazione delle persone. Il Cantone sottolineala necessità di un’azione concordata dei Cantoni sul piano nazionale e un più forte coinvolgimento delle autorità federali.
Il progetto posto in consultazione tende, in modo particolare, a disciplinare i locali erotici, con l’obiettivo principale di contrastare i reati, anche estremamente gravi, che fioriscono attorno al mondo della prostituzione: la tratta di esseri umani, lo sfruttamento dello stato di bisogno, lo svolgimento di attività lucrative da parte di stranieri senza permesso, il traffico e consumo di stupefacenti, il traffico di documenti falsi, l’usura, ecc.
Le autorità cantonali hanno appurato che si può pretendere dal cliente che verifichi che che la prostituta a cui si rivolge sia in regola con la legge. In caso contrario, possono essere puniti tanto il comportamento delle prostitute, quanto quello di terze persone che profittano dell’esercizio del meretricio, come pure il comportamento dei clienti. Vengono così accolte le richieste formulate nell’iniziativa presentata al Parlamento cantonale dalla deputata Monica Duca-Widmer. La norma dovrebbe contribuire a scoraggiare pratiche abusive, spesso alla base di situazioni di sfruttamento e di abusi con gravi implicazioni penali.
La nuova legge stabilisce che l’esercizio della prostituzione è vietato nelle zone abitative-residenziali come pure in prossimità degli ospedali, degli edifici pubblici, delle scuole, delle chiese, dei cimiteri così come all’interno dei parchi accessibili al pubblico.Viene inoltre creata la base legare per consentire alle associazioni che si occupano di prevenzione, sostegno ed aiuto (come Aiuto Aids e Antenna MayDay), di accedere ai luoghi in cui si esercita la prostituzione.
Red./Comunicato
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