Marea nera: gli svizzeri salveranno il golfo del Messico?
Una piccola ditta elvetica, la Heig Materials, ha sviluppato, in tempi record, un tessuto speciale (Oilguard) capace di separare il petrolio dall’acqua. Potrebbe essere l’uovo di Colombo per salvare le coste del golfo del Messico dalla marea nera.
C’è molto trambusto in questi giorni alla sede della Heig Materials a Bad Zurzach, nel canton Argovia (Svizzera centro orientale). Carlo Centonze, Ceo della piccola impresa, che conta appena 23 impiegati, ha appena ricevuto la visita di un colonnello dell’esercito USA, intenzionato a verificare direttamente sul luogo del disastro la bontà del prodotto svizzero.
“Quando abbiamo appreso la notizia dell’esplosione della piattaforma petrolifera nel golfo del Messico, ci siamo subito attivati” dice Carlo Centonze, il Ceo della Heig Materials originario di Balerna, nel Mendrisiotto. Ciò che l’azienda è riuscita a sviluppare in poche settimane è un tessuto particolare chiamato “Oilguard”, impregnato di sostanze filtranti, capace di separare il petrolio dall’acqua.
Specializzata in tessuti per le applicazioni più disparate, Heig Materials unitamente al produttore di tessuti tedesco TWE, ha al suo attivo, tutta una serie di prodotti particolari creati per aziende d’abbigliamento sportivo come Mammut, Puma, Oddlo, Danese. Ma in questo caso le cose sono un po’ più complicate: si tratta di bloccare il disastro ambientale più grave della storia americana, come ha affermato lo stesso presidente Obama. Carlo Centonze, non sembra in ogni modo preoccupato più di tanto. E’ sicuro dell’efficacia del suo prodotto: “Non è un miracolo” –dice- ma funzionerà”. Anche l’ambasciata americana in Svizzera ha dato il proprio appoggio all’operazione e pure la stessa BP, che non sapendo più che pesci pigliare, vede di buon occhio qualsiasi proposta che possa ridurre gli incalcolabili danni ambientali provocati dall’esplosione della sua piattaforma.
A Bad Zurzach ci si prepara ora a produrre 30 chilometri di tessuto al giorno per una larghezza di cinque metri. Entro la prima metà di luglio, la strategia dovrebbe essere operativa. Allora, vedremo se effettivamente “Oilguard” funzionerà. In caso affermativo, il guadagno non sarà solo per Heig Materials ma per tutto l’ambiente minacciato.
Red.
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