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Cognomi e luoghi: in val Murnee gli svizzeri si sono fermati

17 settembre 2011 – 08:12Nessun Commento

Val Mulini presso Ronago (foto L. Holländer)

Ci sono talora dei cognomi facili, che non creano difficoltà. In compenso ti aprono fatti e tendenze inattese. È il caso dei Mombelli, che hanno dato e danno moltissimi impulsi alla vita di Stabio e del Mendrisiotto e che in genere significano in sé «monte bello». Si pensa con gratitudine al dinamismo con cui il maestro Giovanni Mombelli (poi imitato da figli e figlie) ha lanciato e sostenuto quella grande scuola che è lo scautismo. Si indicava la provenienza da Mombello , località che sorge a pochi passi da Laveno, sul Verbano.

La memoria va pure ai Vela, ai Casanova (che, con Mario Casanova fu per il periodo teso della seconda guerra la voce dell’agenzia telegrafica svizzera che recava le notizie delle varie vicende delle guerra che accerchiava la Svizzera da parte delle truppe dell’Asse: il tutto comunicata con chiarezza, fermezza e oggettività totale).

Subentra a questo punto la stranezza, la capricciosità dei confini ticinesi con l’Italia lombarda. Immaginiamo: alla Ressiga e a Seseglio, un prato è svizzero, il successivo italiano. Ma non è arbitrio né capricciosità. È che oltre Seseglio iniziava, sulla Faloppia, la serie di tanti mulini (in certi periodi oltre 45), mulini che macinavano il grano per la città di Como: per questo, in vista della concordia, gli svizzeri si fermano a Seseglio e non occupano la zona. Come nello scendere verso sud delle loro truppe non avevano voluto toccare Campione giacché apparteneva al capitolo di Milano, così non vollero affamare Como che dalla val Faloppia (non a caso detta la val di Murnee, la valle dei mugnai) cavava le sue farine.

Col tempo famiglie che erano appena al di là del confine passarono su terre più sicure: così i Bernasconi (che venivano dalla Bernasca, a poche centinaia di metri da Novazzano, dove si insediano ben presto), così i Vela, i Casanova e via di seguito. Da un po’ più lontano giungevano i Mombelli, letteralmente, dunque, la zona segnata dal «Monte bello». Anche Casanova , è perspicuo, è la «casa nuova»: colpiva, in un mondo in cui non si costruiva con l’affanno di oggi (provocando un vero e proprio sperpero del territorio), una casa che avesse le pareti non ancora segnate dal tempo e dalle intemperie, divenendo una punto di orientamento.

Meno trasparente, forse, per certi amici, il nome di Vincenzo Vela che fu uno degli scultori alla moda tra liberali e risorgimentali lombardi. Qualcuno a Genestrerio, pretende tuttora, e con focosità, sia l’abbreviazione di Velasquez. Ma uno sguardo sulla carta mostra trattarsi di persone di Vella che si erano trasferite a fare gli scalpellini nella Campagna Adorna.

Ma il discorso sui Mombelli non termina qui: ritorneremo su questo diffuso cognome.

Ottavio Lurati

(per gentile concessione di Azione, settimanale di Migros Ticino)

 

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