Accordo UBS-USA:reazioni globalmente positive
La principale interessata, l’UBS, su richiesta degli Usa e della Confederazione, non ha rilasciato dichiarazioni sull’accordo extragiudiziale raggiunto nel contenzioso con il fisco americano. Le autorità elvetiche, invece, non hanno mancato di far sapere il loro compiacimento.
La consigliera federale Micheline Calmy-Rey si è detta “molto soddisfatta”. La ministra degli esteri lo ha dichiarato oggi a Washington, prima dell’incontro con la segretaria di Stato Hillary Clinton. Quest’ultima ha dal canto precisato che il governo “ha lavorato duramente sul tema”.
Anche l’Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) ha accolto positivamente la notizia. È importante che si sia giunti a un’intesa extragiudiziale, ha osservato il portavoce Tobias Lux senza rilasciare altre dichiarazioni, visto che i dettagli non sono ancora noti. Lux ha poi precisato che FINMA non ha partecipato direttamente alle trattative.
Sulla stessa lunghezza d’onda la reazione dell’Associazione svizzera dei banchieri (ASB): “si tratta di un vero progresso, ma aspettiamo di conoscere i dettagli dell’accordo prima di esprimere un giudizio definitivo”, ha detto all’ATS il portavoce Thomas Sutter.
Dal canto loro, i principali partiti svizzeri si sono detti sollevati dell’intesa raggiunta oggi. Essi sono però ansiosi di conoscere meglio i dettagli.
“Il diavolo sta nel dettaglio, in particolare in questo caso”, ha sottolineato il consigliere nazionale Pirmin Bischof (PPD/SO). È importante che la Confederazione, in quanto stato di diritto, non faccia nessuna concessione, ha aggiunto.
Da parte sua, il segretario generale dell’UDC Martin Baltisser ha affermato che l’accordo andrà valutato quando si saprà cosa verrà fatto con i dati dei clienti. Anche per il democentrista occorre salvaguardare lo stato di diritto: “la Svizzera non deve farsi prendere in ostaggio”.
Per i socialisti l’evoluzione ha avuto esito positivo, ma il compromesso andrà giudicato quando il suo contenuto sarà pubblicato. Il PS dice però di essere scioccato che l’UBS abbia nuovamente dovuto far ricorso all’aiuto dello stato in così poco tempo.
La prima volta la banca ha ricevuto 68 miliardi per rimediare ai problemi legati agli investimenti a rischio. Ora, dice il partito, UBS deve essere soccorsa a livello politico a causa del comportamento criminale di alcuni suoi dirigenti. Bisognerà trarre le dovute conseguenze, sostiene il PS.
Quando al PLR, il partito si limita a prendere atto dell’intesa, ma non vuole esprimersi fin tanto che non saranno divulgati i dettagli, ha detto un portavoce.
(ats)
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