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Svizzera-USA: ad alta tensione

8 luglio 2009 – 12:35Nessun Commento

A pochi giorni dall’inizio del processo a Miami (lunedi prossimo) a carico di UBS, la politica elvetica cerca una via d’uscita extragiudiziale nel contenzioso con Washington ma si rifiuta di consegnare i 52 mila nomi degli evasori statunitensi richiesti dalle autorità fiscali americane.

 

Il Consiglio federale ribadisce che l’UBS non può consegnare i dati su 52′000 suoi clienti americani alle autorità fiscali degli Stati Uniti. Se necessario, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) emanerà una decisione specifica che vieti esplicitamente alla banca di trasmettere le informazioni, si legge in un esposto presentato ieri dal governo al tribunale competente di Miami in cui risponde alla presa di posizione dell’IRS – il fisco americano – del 30 giugno scorso.

In una breve replica, la Svizzera, chiarisce inequivocabilmente che il diritto elvetico vieta all’UBS di dare seguito a un’eventuale decisione di consegna dei dati da parte del tribunale di Miami, ha comunicato oggi il DFGP. Inoltre, in virtù di una decisione di principio del Consiglio federale, l’UBS non sarebbe in grado di dare seguito all’ordine di trasmettere i dati. Il DFGP spiega che secondo la decisione di principio vanno adottati tutti i provvedimenti necessari per impedire alla banca di trasmettere i dati dei 52′000 titolari di conti richiesti nell’ambito del procedimento civile statunitense che si aprirà a Miami lunedi prossimo.Ieri, in un disperato tentativo di trovare una via d’uscita extragiudiziale alla contesa, il governo svizzero aveva proposto a UBS di saldare direttamente le pendenze fiscali dei propri clienti statunitensi evitando così di dovere rendere noti i nomi dei correntisti. Una proposta che però, per il momento, non ha ricevuto risposta, né dalla banca né da Washigton.

 

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