Contrabbando sigarette: due condannati, sette prosciolti
Sorpresa al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona: sette dei nove accusati al maxiprocesso per la cosiddetta “mafia delle sigarette” sono stati prosciolti, due sono stati condannati con la condizionale a 2 anni e 9 mesi, e 2 anni, per aver appoggiato organizzazioni criminali italiane. Per tutti è caduto il reato di riciclaggio.
La sentenza ha del clamoroso, pensando che il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), nella sua requisitoria fiume durata dodici ore, aveva chiesto condanne tra nove mesi sospesi con la condizionale e quattro anni e mezzo di carcere da scontare. Proprio i principali imputati sono stati prosciolti.
Per tutti – quattro svizzeri, tre italiani, uno spagnolo, giudicato in contumacia, e un francese, di età compresa tra i 56 e i 73 anni – il MPC aveva pure chiesto delle multe, lasciando ai giudici il compito di fissarne l’ammontare. I procuratori Adrian Ettwein, Stefan Lenz e Lienhard Ochsner avevano inoltre chiesto la confisca di beni immobiliari e conti bancari per un valore complessivo di diversi milioni di franchi. Avrebbero voluto condanne pesanti, in modo da “evitare alla Svizzera la pessima reputazione di essere considerata un crocevia del crimine organizzato”. Gli avvocati difensori avevano invece chiesto l’assoluzione, definendo l’atto di accusa “confuso, contraddittorio e privo di ogni prova tangibile”.
Il TPF ha ordinato il rilascio di tutti i beni immobili confiscati e altri conti bancari sequestrati nel 2004, al momento dell’arresto, per un totale di 100 milioni di franchi. Ha inoltre annunciato che prenderà a carico l’onorario dei legali degli imputati prosciolti (circa 2,5 milioni).
Al termine di un processo iniziato in aprile, sospeso e ripreso a maggio, il TPF di Bellinzona ha sconfessato praticamente su tutta la linea il MPC. Il presidente del Tribunale ha ritenuto soltanto l’accusa di sostegno a organizzazione criminale, ma non quella di riciclaggio derivante dal contrabbando di sigarette.
Tra i sette prosciolti vi sono i due cambiavalute ticinesi, contro i quali l’accusa aveva richiesto tre e quattro anni di reclusione. Due italiani residenti in Ticino sono stati riconosciuti colpevoli di aver attivamente spalleggiato la Camorra (la mafia campana) e la Sacra Corona Unita (pugliese) nel contrabbando internazionale di sigarette. Si sono visti infliggere rispettivamente una condanna di due anni e nove mesi, e di due anni, con la condizionale di due anni il primo e di tre il secondo.
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