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Formaggi, pesce e olio di lago. Eccellenze insubriche da preservare

12 settembre 2015 – 15:19Nessun Commento

I sapori intensi del formaggio delle Prealpi, il gusto delicato dell’olio e del pesce di lago. Il tutto innaffiato da vino ticinese. Sono stati questi prodotti i protagonisti del convegno “Eccellenze alimentari e salvaguardia dell’ambiente” organizzato oggi (12 settembre) dai Lions per la Regio insubrica e dalla Comunità di lavoro della Regio insubrica. L’incontro, tenuto a Villa Cagnola di Gazzada Schianno (Varese), ha ospitato una dozzina di interventi di esperti dei vari settori e, dopo le relazioni, si è vissuto un momento di incontro fra i produttori e gli ospiti dell’appuntamento scientifico-alimentare.

Chiaramente si tratta di prodotti di nicchia ma, come emerso dagli interventi, essi rappresentano un valore aggiunto sia per l’alimentazione spesso rovinata dall’omologazione dei “sapori di plastica”, sia come presidio per il territorio. “In una ricerca sui formaggi lombardi – ha spiegato Milena Basca, ricercatrice dell’Ispa Cnr – abbiamo notato come in alcune aree della pianura, le aziende produttrici di latte utilizzassero tanto fieno per nutrire i bovini ma, evidentemente di medio-bassa qualità. Mentre nelle aree insubriche, specialmente fra Como e Lecco ci fossero imprese che fornivano molto più lino rispetto al tradizionale unifeed (il metodo di somministrazione degli alimenti che ha soppianta la dieta tradizionale delle vacche, ndr)”. Risultato: “All’assaggio, quasi tutti indicavano come migliori i prodotti prealpini che, fra l’altro, spiccavano anche come qualità nutrizionali”. Nella provincia dei sette laghi non poteva poi mancare un intervento sul pesce: “Una risorsa – ha sottolineato l’ittiologo Cesare Puzzi – che ora sta sviluppando ittioturismo, pescaturismo e soprattutto fornisce prodotti di qualità alla ristorazione locale. Nel Verbano e nel Ceresio sono stabili le presenze di persico e lavarello, mentre le specie esotiche come il luccioperca, il carassio e il siluro possono essere apprezzati da quelle comunità che li conoscono e li sanno cucinare meglio come gli stranieri dell’est Europa. Infine alcuni interventi nei collegamenti fra laghi e fiumi hanno permesso la ricomparsa del barbo e, sul lago di Como, è da due anni che è tornata l’alborella. Chissà mai che questo esemplare tanto abbondante in passato torni presto a popolare anche le acque varesine. Per ora comunque le eccellenze non mancano e fra i prodotti lavorati si segnalano affumicato, bottarghe, marinato e pesce in carpione”.

Tornando sulla terra ferna, uno dei nemici principali dell’agricoltura è il bosco: “Dobbiamo fermare l’avanzata – ha affermato Loris Ferrari, caposezione agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell’economia del Canton Ticino – perché ogni prato che scompare è una risorsa in meno per l’alimentazione e un rischio per gli eventuali dissesti idrogeologici. Inoltre dobbiamo batterci in Confederazione affinché il 5% del budget nazionale destinato all’agricoltura resti tale e non scenda ulteriormente”.

Nicola Antonello

 

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