Le vie insubriche del buongusto
C’è fermento nel mondo turistico a cavallo della frontiera. Un turismo insubrico nel senso pieno del termine che è sfociato in una guida dedicata ai percorsi artistici ed enogastronomici della provincia di Varese e del Canton Ticino, presentata oggi a Mendrisio nella sede del locale Ente turistico. “Le vie del buongusto” è un opuscolo concepito e redatto da Fulvio Cavadini, architetto, fotografo, amante della storia e della gastronomia, che è da subito a disposizione di chi in Insubria vive e di chi desidera conoscerne gli aspetti di una insospettabile qualità.
“Le vie del buongusto sono un’interpretazione interessante ed inedita della lettura di un territorio transnazionale tutto da scoprire”. Nadia Fontana Lupi, direttrice dell’Ente turistico del Mendrisiotto ha accolto con entusiasmo il progetto di Fulvio Cavadini, un progetto che consente di scoprire e valorizzare prodotti di una regione che sa e può diventare turistica e che si inserisce in un serie di iniziative volute proprio per dare lustro ad una regione i cui confini di Stato non coincidono con quelli del territorio.
Così Cavadini, appassionato di storia dell’arte, ha elaborato cinque percorsi il cui filo conduttore sono le pietre, le cinque importanti pietre presenti nella regione: la pietra Molera di Malnate, la pietra di Arzo, la pietra di Viggiù/Saltrio, il porfido rosso e il percorso che da Varese porta a Santa Maria del Monte. Cinque itinerari fatti di arte e storia a fianco dei quali Cavadini ha inserito la proposta enogastronomica de “Le vie del gusto”, andando a scegliere le eccellenze di ogni singola regione. Ristorantini tipici, produttori locali, agriturismi: oasi di calma e serenità nei quali trascorrere momenti privilegiati. Un’area ampia 25 km x 20 al cui interno si trovano ben tre patrimoni mondiali UNESCO: il Monte San Giorgio, il Sacro Monte di Varese e le rovine di Castelseprio e Torba.
L’obiettivo della guida, prima parte di un lavoro ben più ampio che si concluderà nel 2012, è promuovere il territorio a cavallo tra Ticino e varesotto, farlo conoscere, “consapevoli di avere una ricchezza culturale ed enogastronomica di grande livello”. La guida è “fruibile turisticamente per un escursionismo mirato cui affiancare una vera conoscenza del territorio”, ha sottolineato Nadia Lupi.
Il prossimo anno, come annunciato, Cavadini presenterà un voluminoso libro fatto di arte, immagini e conoscenze: “I segni del tempo” mostreranno le meraviglie architettoniche e paesaggistiche di una regione che fino al 1600 costituiva un territorio unico.
Katya Cometta
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