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Svizzera: scambio automatico di informazioni fiscali dal 2018

8 ottobre 2014 – 15:57Nessun Commento

Il governo svizzero intende introdurre lo scambio automatico delle informazioni fiscali a partire dal 2018. Una informazione in questo senso è contenuta in una lettera indirizzata dal Consiglio federale al Forum globale sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni in questioni fiscali. La misura dovrà ancora essere approvata dal Parlamento e, se del caso, dai cittadini.

In occasione della sua seduta odierna il Consiglio federale ha inoltre deciso sui mandati di negoziazione per l’introduzione del nuovo standard globale per lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale con gli Stati partner.

I mandati comprendono i seguenti punti principali:

- con l’Unione europea bisogna condurre negoziati sull’introduzione dello scambio automatico di informazioni;

- con gli USA, riguardo all’attuazione del Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA), bisogna condurre negoziati su un Accordo FATCA secondo il modello I. Con il nuovo Accordo i dati tra le autorità competenti verrebbero scambiati automaticamente e su base di reciprocità;

- con altri Paesi scelti vengono avviati negoziati sullo scambio automatico di informazioni. In una prima fase vengono presi in considerazione Stati con i quali esistono strette relazioni economiche e politiche e che – ove opportuno – mettono a disposizione dei propri contribuenti una sufficiente possibilità di regolarizzazione;

L’introduzione dello scambio automatico di informazioni con l’estero avverrà tramite accordo bilaterale con gli Stati partner. Nel diritto interno sarà inoltre necessaria una legge di attuazione che è attualmente in preparazione nel Dipartimento federale delle finanze (DFF) e che sarà presentata al Parlamento unitamente agli accordi negoziati. Le attuali basi giuridiche escludono lo scambio automatico di informazioni. Berna ha inoltre stabilito che le questioni concernenti la regolarizzazione del passato e dell’accesso ai mercati devono essere introdotte e chieste nei negoziati sullo scambio automatico di informazioni con l’UE e con i suoi Stati membri.

Red./Comunicato

 

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