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Timida distensione fra Svizzera e UE. Accordo per la Croazia ma critiche al Governo elvetico

1 maggio 2014 – 11:13Nessun Commento

La Svizzera cede a Bruxelles ma ottiene critiche interne

Si stanno distendendo, sebbene a fatica e a prezzo di grandi concessioni elvetiche, le relazioni fra EU e Confederazione dopo il voto popolare del 9 febbraio sul blocco all’immigrazione. La Svizzera ha deciso di chiudere positivamente il capitolo relativo alla Croazia, scegliendo di considerare i cittadini croati come quelli europei. Crescendo di critiche fra le forze politiche elvetiche. La strada sembra essere irta di ostacoli.

Didier Burckhalter, Ministro degli affari esteri svizzero, si è mostrato soddisfatto della ripresa dei rapporti fra Confederazione e UE grazie alla soluzione adottata circa lo statuto della Croazia. “Si tratta di una ripresa dei contatti che certo non è partita in quarta – ha affermato il Consigliere federale – Una partenza prudente” che consente alla Svizzera di uscire dall’impasse nel quale si trovavano tutti i negoziati con l’UE dopo il voto popolare del 9 febbraio contro l’immigrazione di massa.

La Confederazione ha annunciato mercoledì che si impegna a considerare i cittadini croati come europei. L’obiettivo elvetico è quello di rilanciare le discussioni con l’Europa sui vari capitoli in sospeso e, in particolare, dando la priorità a quelli legati agli accordi-quadro sui programmi di ricerca Horizon 2020 e su quelli per studenti Erasmus +.

Relativamente ai cittadini croati, la Svizzera introdurrà dei contingenti di ammissione a partire da luglio. Contingenti e non libera circolazione, che consentiranno di distribuire 50 permessi di soggiorno superiori ad un anno, 450 permessi di corta durata (da quattro emsi ad un anno). Mille lavoratori potranno inoltre raggiungere la Svizzera per un soggiorno inferiore ai quattro mesi.

Inoltre, la Confederazione riconoscerà i diplomi professionali croati di sua competenza e, soprattutto, verserà 45 milioni di franchi a titolo di contributo all’estensione dell’Europa.

Una scelta, quella duplice annunciata da Berna, che sta facendo scorrere fiumi d’inchiostro perché, di fatto, la Svizzera in questa operazione non riceve alcuna contropartita da parte dell’Europa. Feroci sono le critiche piovute nei confronti del Governo sia da parte della destra (con i contingenti alla Croazia si scavalca la decisione popolare di febbraio), sia della Sinistra che parla di ennesimo bricolage da parte del Consiglio federale. L’impressione è che la Svizzera, in effetti, tenti di riallacciare i rapporti con l’UE su punti che vanno a ledere l’espressione popolare e che, quindi, rischiano di creare tensioni interne alla Svizzera.

Red.

 

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