Ticino: zona a statuto speciale?
Il Parlamento ticinese voterà il prossimo 17 febbraio sulla proposta avanzata ben quattro anni fa con la quale i verdi ticinesi chiedono che la Confederazione valuti l’introduzione di una zona a statuto speciale per il Ticino. L’obiettivo è limitare gli effetti perversi della libera circolazione delle persone e degli accordi bilaterali. La commissione della gestione ha dato oggi il “la” al voto parlamentare.
“Il Canton Ticino chiede alla Confederazione, entro i limiti di legge (art. 84 Costituzione federale), l’introduzione di zone a statuto speciale nelle quali attuare contromisure specifiche alle conseguenze negative degli accordi di libera circolazione e agli accordi bilaterali. Tali zone interesserebbero le regioni periferiche particolarmente esposte, sulla base di valutazioni oggettive delle conseguenze della libera circolazione e degli accordi bilaterali in generale”. Questo il testo che i verdi ticinesi hanno chiesto possa essere votato dal Parlamento ticinese. Un testo presentato ben quattro anni fa e che solo oggi ha ottenuto l’avvallo da parte della commissione della gestione. Sarà quindi il Gran Consiglio cantonale a discuterne nel plenum del 17 febbraio prossimo.
Il Ticino una zona a statuto speciale, quindi? Questo l’auspicio unanime della commissione , espresso con riserva solo da alcuni deputati. In pratica si tratterà di chiedere a Berna di considerare il Cantone come una delle aree esposte ai problemi provocati dalla libera circolazione; areee che saranno scelte sulla base di valutazioni oggettive. Ciò consentirebbe di porre in atto contromisure che permettano di attenuare i riscontri negativi causati dagli accordi di libera circolazione e degli accordi bilaterali siglati con l’UE.
Red.
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