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Frontalieri discriminati in Ticino?

24 dicembre 2010 – 12:17Nessun Commento

Lara Comi con il presidente Silvio Berlusconi (foto sito Lara Comi)

È ciò che suggerisce l’interrogazione presentata agli organi dell’Unione europea (Ue) dall’europarlamentare del Popolo della Libertà (PdL) Lara Comi. Immediata la reazione del deputato della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, che definisce “ridicole e surreali” le affermazioni di Lara Comi.

Nell’interrogazione indirizzata alla Commissione europea, Lara Comi chiede di far pressione sulla Svizzera per ottenere maggior rispetto nei confronti dei frontalieri italiani, sottolineando “la necessità di tutelare i loro diritti tanto come persone quanto come cittadini”. L’interrogazione si riferisce naturalmente alla campagna Balairatt lanciata dal partito ticinese Unione democratica di centro (Udc), che in vista delle elezioni cerca di guadagnare consensi puntando sulle preoccupazioni suscitate fra la popolazione ticinese dalla presenza di quasi 50’000 frontalieri.

In un’altra interrogazione, indirizzata al Consiglio europeo, Lara Comi chiede che venga incoraggiata una maggiore collaborazione “per quanto riguarda il rispetto dei principi di libera circolazione delle persone, di non discriminazione e di tutela dei diritti della persona e dei lavoratori,” allo scopo di garantire il rispetto degli accordi bilaterali intercorrenti tra la Svizzera e i Paesi dell’Unione europea.

Il riferimento ai trattati bilaterali ha suscitato l’immediata reazione del parlamentare della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri, che a sua volta ha presentato una interrogazione al Governo ticinese. Nell’atto parlamentare Quadri sottolinea che è l’Italia, e non certo la Svizzera a non rispettare gli accordi bilaterali.

Effettivamente, mentre da parte Svizzera gli accordi bilaterali vengono diligentemente applicati, da parte italiana molto sovente ciò non viene fatto o viene fatto in modo molto approssimativo. Lorenzo Quadri rileva in particolare la presenza della Svizzera sulla lista nera italiana dei paradisi fiscali, che crea notevoli difficoltà alle aziende ticinesi che intrattengono relazioni commerciali con ditte italiane,.

“Mentre da parte elvetica la libera circolazione delle persone viene pedissequamente applicata,” afferma Quadri, “da parte italiana essa è invece elusa tramite una lunga serie di sotterfugi legislativi e burocratici, come tutte le associazioni padronali ticinesi possono confermare. La pretesa da parte italiana che l’UE richiami la Svizzera al rispetto degli Accordi bilaterali oscilla tra il ridicolo e il surreale.”

L’interrogazione di Lorenzo Quadri pone al Governo ticinese i seguenti interrogativi:

- Fino a quando si intendono tollerare i continui attacchi da parte italiana senza applicare contromisure concrete che vadano ad influire sulla libera circolazione delle persone?

- Il CdS intende prendere posizione sugli atti parlamentari dell’eurodeputata varesina, sottolineandone assurdità e risibilità, almeno con la medesima tempestività con cui è intervenuto nel condannare la campagna Balairatt?

- Non dovrebbe essere semmai il CdS a sollecitare gli organismi europei ad esercitare pressioni sull’Italia affinché annulli l’illegale iscrizione della Svizzera su una lista nera di paradisi fiscali, come pure le altre misure discriminatorie attuate nei confronti del nostro Paese?

Red.

 

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