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Ticino: i docenti non devono più sapere le lingue nazionali

12 dicembre 2010 – 23:29Nessun Commento

Aula (foto cc UNED)

Lo ha deciso il Tribunale amministrativo cantonale (Tram) accogliendo il ricorso di un docente della scuola media di Morbio Inferiore escluso da un concorso a causa della clausola che richiedeva la conoscenza delle lingue nazionali.

Secondo il Tram lo scopo della clausola sarebbe sostanzialmente quello di escludere i concorrenti esterni che non dispongono delle conoscenze linguistiche acquisite invece da chi ha frequentato in Ticino le scuole dell’obbligo. Secondo il Tribunale “la condizione posta dal bando di concorso costituisce pertanto un ostacolo dissimulato alla libera circolazione delle persone”.

La reazione politica a questa sentenza non è tardata. La Lega dei Ticinesi, attraverso il Granconsigliere Lorenzo Quadri, ha presentato una interrogazione in cui chiede al Governo se “reputa accettabile la pretesa esigenza di applicare pedissequamente il principio della libera circolazione delle persone, quando gli altri Stati firmatari, in particolare uno a noi confinante, fanno notoriamente tutt’altro?”.

Quadri definisce inaccettabile la sentenza, e afferma che la “caduta del requisito della conoscenza delle lingue nazionali avrà quale conseguenza un vero e proprio “assalto alla diligenza” della scuola pubblica ticinese da parte di aspiranti docenti frontalieri: ben conosciamo infatti l’abisso che sussiste tra gli stipendi degli insegnanti nel nostro Cantone e quelli dei loro colleghi oltreconfine, anche se impiegati in gradi di scuola ben superiori.”

Red.

 

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