Banchieri svizzeri: il Governo rinunci alla strategia del denaro pulito
L’Associazione svizzera dei banchieri ha chiesto nuovamente al Consiglio federale di sospendere la cosiddetta strategia del denaro pulito. Il concetto è stato ribadito oggi dal Presidente dell’ASB Patrick Odier nell’ambito della Giornata dei banchieri: “un chiaro consenso al rispetto degli standard internazionali implica un chiaro rifiuto di soluzioni puramente nazionali.”
L’associazione svizzera dei banchieri ha chiesto al Consiglio federale di sospendere la propria strategia del denaro pulito. Per bocca del suo Presidente Patrick Odier il settore si dichiara “fermamente disposto a partecipare all’elaborazione dei futuri criteri internazionali e a rispettarne i contenuti” confermando che spetta alle banche, in futuro, assumersi le proprie responsabilità nei confronti di clienti, dipendenti, economia, società e prossima generazione di banchieri.
Le banche hanno adattato le strategie alle nuove condizioni quadro che, secondo Odier, si basano prioritariamente sulla conformità fiscale, le norme internazionali, la crescita grazie all’apertura dei mercati e la concorrenza leale.
L’auspicio di vedere il Governo elvetico sospendere la strategia del denaro pulito era per altro già stata espressa dall’ASB lo scorso giugno. L’obiettivo è quello di adeguarsi alle normative internazionali e non sullo “Swiss Finish” che va ben oltre quanto richiesto internazionalmente.
La Giornata dei banchieri è, comunque, stata l’occasione per una riflessione autocritica. Patrick Odier ha ribadito che una visione retrospettiva deve servire come lezione per il futuro. Malgrado il contesto economico dello scorso anno in Svizzera si sia rivelato alquanto impegnativo, i risultati sono rimasti robusti. Sul piano strategico, il settore appare pronto ad affrontare le sfide del futuro. Viene ribadita la ferma intenzione di contribuire alla definizione degli standard internazionali e di ottemperarvi con coerenza. Contemporaneamente l’ASB oppone un netto rifiuto a uno swiss finish che istituzionalizzi una regolamentazione più stringente.
Odier si è mostrato ottimista per quanto riguarda le prospettive future: la situazione economica favorevole delle banche da un lato e la creazione e l’espansione in nuovi ambiti di attività, come l’asset management, il trade finance e i servizi legati al renminbi dall’altro consentiranno una crescita a lungo termine della piazza finanziaria.
Nel suo intervento Claude-Alain Margelisch, CEO dell’ASB, ha sottolineato l’importanza dell’accesso al mercato per il futuro delle banche. A questo riguardo si è riallacciato alla Direttiva europea MiFID II in programma che penalizza i Paesi terzi, e di conseguenza anche le banche in Svizzera, avallando una discriminazione ancora più marcata nell’accesso delle banche nazionali all’importante mercato interno UE. «Dobbiamo sforzarci di trovare una soluzione soddisfacente per l’attuazione della MiFID II, eventualmente attraverso un accordo sui servizi con l’UE», ha suggerito. Margelisch ha richiamato l’attenzione sul fatto che si deve trovare una soluzione ai molti nodi istituzionali.
Il CEO dell’ASB ha inoltre espresso un giudizio positivo sul progetto di legge federale concernente i servizi finanziari, ritenendolo una misura opportuna, e ha esortato le banche ad assumere le proprie responsabilità per ciò che attiene alla protezione degli investitori. «Gli strumenti migliori per tutelare gli investitori sono l’informativa appropriata e la trasparenza – non i divieti rigidi», ha sostenuto Margelisch. A tale proposito ha messo in guardia da un eventuale eccesso di zelo da parte del legislatore e ha respinto con decisione uno swiss finish in materia di protezione degli investitori.
Red./Com.
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