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Mutui con tassi di usura? A Varese parte una causa

3 settembre 2013 – 11:26Nessun Commento

C’è chi si è visto pignorato l’unica abitazione perché inadempiente. Qualcun altro invece ha dovuto chiudere l’azienda, “strozzato” dagli interessi sul fido. Ad altri è andata “bene”: per pagarsi la casa in trent’anni non ha mai mancato di pagare la rata del mutuo. In caso contrario sarebbe scattata la mora, che, a volte, poteva avere tassi usurari. Se davvero fosse così, un giudice potrebbe decidere di ridare indietro tutti gli interessi, fino all’ultimo centesimo. In alcune zone d’Italia è già capitato. E ora potrebbe succedere a Varese.

Nei prossimi giorni gli avvocati Pasquale Schiariti e Alan Breda, avvieranno una pratica contro un presento tasso usurario applicato da un istituto bancario nei confronti di un pensionato di Arcisate. Il motivo? Aver concordato un contratto dove il tasso praticato avrebbe potuto superare il cosiddetto tasso di soglia. Significa che il costo per il denaro prestato avrebbe valicato il limite rilevato trimestralmente dalla Banca d’Italia sopra il quale si entra in “zona usura”. Oggi, per esempio, per un mutuo con tasso fisso è pari al 10,775%, ma in passato (si rileva dal 1997) ci si era avvicinati anche al 6%. Insomma, come sa bene chi paga il mutuo tutti i giorni, avvicinarsi a quel limite non sembra impossibile. “Anche perché, secondo la Legge, per calcolare il tasso di ciascun prodotto bancario dove vi siano degli interessi – spiega Pasquale Schiariti – bisogna inserire tutte le spese sostenute: l’assicurazione, le commissioni, ma soprattutto il tasso di mora. Si deve calcolare anch’esso, anche se non si finisce in sanzione e si rispettano le rate”.

Insomma, basta che il tasso di mora sia una mezza stangata, ed è facile superare la soglia che, per le norme, significa finire in “zona usura”. “Per avviare una pratica – aggiunge il legale – serve soltanto il contratto del mutuo da cui si deve effettuare una perizia econometrica di un commercialista che possa calcolare e certificare l’eventuale superamento (o meno, ndr) della percentuale. Se si scopre l’irregolarità, la banca chiamata in causa solitamente cerca una transazione, concordando una clausola di riservatezza. Ecco perché se ne sente parlare poco sui giornali”. Ci si mette d’accordo e poi tutti zitti. Anche perché se ci fosse una massa di cause, il sistema bancario rischierebbe uno tsunami. Allo stesso tempo, tuttavia, le persone normali potrebbero estinguere il mutuo o recuperare la casa che gli è stata pignorata. Se invece si finisce in tribunale, la decisione spetterà a un giudice ma, finora, i precedenti sono a sfavore degli istituti di credito: “In Cassazione – dice ancora l’avvocato varesino – ci sono due sentenze del 2013, mentre la Corte Costituzionale ha bocciato alcune riforme del Governo che tendevano ad ammorbidire la legge. Per non parlare di altre 70 sentenze a favore dei cittadini comuni. Secondo quanto abbiamo analizzato nei contratti visionati, il 75% dei mutui è irregolare”. Un’enormità.

Vero? Falso? Nel caso del pensionato di Arcisate toccherà alla magistratura stabilirlo. La questione però non finirebbe qui perché coppia di avvocati ha già “in canna” una ventina di altri casi pronti a contrastare la presunta usura bancaria. L’altro “nemico” dei cittadini è la prescrizione che, a seconda delle interpretazioni, scatta a dieci anni. Inoltre le banche stanno stilando mutui più attenti a non superare il tasso usurario. Un’ammissione di colpa? A deciderlo sarà la giustizia. Sempre che le banche tirate in questione non transino prima con un accordo. E denaro sonante.

Nicola Antonello

 

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