Pendolari: il richiamo di Varese
Anche la provincia di Varese ha i suoi frontalieri. Sono le persone che ogni giorno attraversano la frontiera della provincia per venire a lavorare nelle ditte varesine. Complessivamente circa 50’000 persone si spostano ogni giorno da altre aree per andare a lavorare nel Varesotto.
Dei circa 205.000 lavoratori dipendenti del settore privato attivi – a cui vanno aggiunti quelli del pubblico e gli autonomi – 154.000 sono residenti nella stessa provincia. Fra quelli che vengono da fuori 21.600 risiedono in provincia di Milano, quasi 6.300 nel Comasco, circa 4.300 nel Novarese, 3.200 in Brianza, 2.700 in altre province lombarde e 2.100 nel Piemonte. A questi si aggiungono 10.000 persone che lavorano nell’area varesina e vi dimorano per i periodi di attività, ma risiedono in altre regioni d’Italia.
Queste persone si incrociano ogni mattina con quelle che invece escono dalla provincia a lavorare altrove. Il 30% di residenti varesini svolge la propria attività in imprese operanti nel resto della Lombardia. Si tratta di 46.000 lavoratori, di cui 34.800 unità lavorano nell’area milanese, 6.500 nella provincia di Como, 2.300 nell’area brianzola e 2.500 nelle altre province lombarde. I varesino che si recano a lavorare nel Canton Ticino sono 19.500. Infine, ci sono anche residenti impiegati in altre regioni, in particolare nelle province di Novara e Verbania.
In seguito alla crisi economica, rispetto al 2008 si è registrata una contrazione nei flussi intraprovinciali dei residenti (-4800 unità e -3%) e nei movimenti in ingresso da altre aree (-1300 unità e -2,5%). Aumentato invece il flusso dei residenti verso il Ticino (+300 unità, +1,6%).
Questi dati risultano da una ricerca sui flussi di pendolarismo condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio nell’ambito di SMAIL (Sistema di monitoraggio annuale delle imprese e del lavoro). La banca dati SMAIL raccoglie pure cifre sui flussi di pendolarismo riguardanti particolari settori di attività o specifiche “classi” di persone, quali i giovani o le donne. Ad esempio, per accordare le esigenze del lavoro e della famiglia, le lavoratrici varesine hanno la tendenza a lavorare più vicino a casa. Questa stessa tendenza si evidenzia nei giovani che sembrano prediligere ancora più delle donne un lavoro nella stessa area di residenza.
Red./Comunicato
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