Pensioni anche per i morti: denunciate 45 persone a Varese
Una complessa indagine della Guardia di finanza di Varese ha permesso di scoprire numerosi autori di una frode costata all’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) quasi un milione di euro. 45 persone, fra cui italiani domiciliati all’estero, ma anche stranieri, percepivano indebitamente prestazioni pensionistiche, sociali o di invalidità pur non avendone diritto.
Di questi alcuni erano addirittura deceduti, ma la pensione continuava ad essere accreditata sui loro conti, dai quali erano poi prelevati da altri soggetti, a loro volta deferiti all’autorità giudiziaria. Alcuni soggetti, pur residenti in Italia, non avevano segnalato all’INPS la titolarità di redditi tali da escluderli dal beneficio. Per uno di questo sono state appurate movimentazioni sui conti correnti per quasi 2.5 milioni di euro in cinque anni.
L’attività ispettiva è stata avviata incrociando i dati dei percettori delle prestazioni assistenziali sopra richiamate – rilevati presso l’INPS – con quelli disponibili presso le anagrafi comunali e le banche dati. Una volta individuati i soggetti “a rischio”, è stata implementata con una penetrante attività info-investigativa, finalizzata ad acquisire i necessari riscontri per ciascuna delle persone individuate.
Nell’ambito delle indagini è emerso che tra i percettori delle pensioni sociali vi erano cittadini italiani, titolari di pensione sociale, che si erano trasferiti all’estero, ed erano iscritti all’A.I.R.E. dei Comuni di residenza in Italia. Ma anche numerosi cittadini stranieri, comunitari e non, tutti in regola con le norme sul soggiorno e formalmente residenti in Italia, percepivano la pensione sociale nonostante avessero fatto rientro nei loro paesi di origine.
L’attività svolta dai finanzieri – che si sono avvalsi anche della collaborazione delle Autorità straniere, attivate tramite il Comando Generale del Corpo – ha permesso di deferire alla Procura della Repubblica di Varese un totale di 45 persone, le quali hanno indebitamente percepito prestazioni assistenziali complessive per circa € 980.000,00.
Nei casi in cui vi erano disponibilità sui conti correnti, al fine di tutelare la possibilità per lo Stato di recuperare le somme illegittimamente percepite, si è proceduto al sequestro per equivalente di somme di denaro per un totale di circa € 100.000,00. Le posizioni irregolari accertate sono state anche segnalate ai competenti uffici INPS, al fine di bloccare il pagamento degli emolumenti ed avviare le procedure di revoca dei benefici in questione.
Red./Comunicato
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