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Si scrive lo Statuto dei frontalieri

18 ottobre 2013 – 09:44Nessun Commento

Sedici deputati del Partito democratico hanno presentato alla Camera una mozione che impegni il Governo a promuovere l’apertura di un tavolo di confronto, con le rappresentanze delle associazioni sindacali e dei lavoratori dei territori di confine e le regioni territorialmente coinvolte. L’assise avrà l’obiettivo di predisporre l’impianto di uno statuto dei lavoratori frontalieri utile alla ripresa dei negoziati internazionali in grado di produrre accordi bilaterali con i Paesi di confine, che prevedano una specifica ed appropriata disciplina del lavoro frontaliero.

Dopo riunioni, appelli e promesse, qualcosa sembrerebbe muoversi. Certo, passare da una mozione al sedersi a un tavolo, il passo è ancora lungo ma, almeno si è andati oltre ai soliti slogan. I deputati del Pd sottolineano infatti che “il frontalierato è a tutti gli effetti un fenomeno strutturale del mercato del lavoro ed un aspetto rilevante nei rapporti dell’Italia con i Paesi di confine; ha rappresentato nel corso del tempo e rappresenta tuttora un importante contributo allo sviluppo di questi Paesi ed una elevata risorsa per l’economia delle province italiane di confine”. E ancora: “La particolare condizione di vita e di lavoro dei frontalieri li espone tuttavia ad una serie complessa di problematiche di natura fiscale, previdenziale, di sicurezza sociale e regolazione del lavoro, derivanti dal fatto di essere a tutti gli effetti cittadini italiani ma prestatori di lavoro in uno Stato estero. Nonostante la rilevanza del fenomeno, il nostro Paese non dispone di una specifica disciplina legislativa in grado di riconoscere pienamente il valore e l’importanza del lavoro frontaliero per il contesto economico e sociale delle aree territoriali ove è presente. Al contrario – si legge ancora nel documento – diversi provvedimenti governativi adottati negli ultimi anni hanno ignorato la specificità dello status di lavoratore frontaliere, generando talvolta una sottovalutazione se non un aggravamento dei tanti problemi aperti. A titolo esemplificativo le recenti controversie maturate in ordine al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione speciale per i frontalieri attivi in Svizzera, così come le contraddittorie comunicazioni fiscali circa la dichiarazione di conti stipendi e le velate accuse d’infondati privilegi, hanno evidenziato l’esistenza di uno spettro assai più ampio di problematiche”.

Da ultimo si considera quindi “opportuno stimolare un più convinto impegno per arrivare al più presto all’approvazione di uno statuto dei lavoratori frontalieri, che definisca un quadro di diritti e doveri chiari legati a questa peculiare condizione di lavoro e dia soluzione ai problemi in essere, generati principalmente dalla mancanza di una regolamentazione specifica”.

Nicola Antonello

 

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