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Contingenti, che rompicapo!

27 febbraio 2014 – 18:342 Commenti

Fabbrica (cc Guglielmo Celata)

A quali stranieri rinunciare? Mandare a casa gli specialisti, mettendo in crisi i settori ad alto valore aggiunto, o rinunciare al personale scarsamente qualificato, suscitando le proteste di settori come l’agricoltura, il turismo o l’edilizia? Sono questi i parametri con cui le autorità svizzere si stanno confrontando per trovare il modo di applicare quanto richiesto dall’iniziativa contro l’immigrazione di massa.

Un’altra strada possibile sarebbe quella di revocare il permesso di soggiorno agli stranieri non direttamente attivi nel processo produttivo. Gli stranieri stabilitisi in Svizzera per ragioni di lavoro sono infatti meno della metà degli immigrati degli ultimi anni. Secondo uno studio realizzato dall’agenzia di consulenza BSS e dall’Università di Basilea, una fetta importante dell’immigrazione è dovuta al ricongiungimento familiare: mandando a casa i familiari degli immigrati, si ridurrebbe il numero di stranieri di un buon terzo.

Una componente importante dell’aumento della popolazione straniera è inoltre costituita dagli studenti provenienti dall’estero che frequentano le università svizzere e dagli stranieri che non svolgono attività lavorative. Chiudendo le università svizzere agli studenti stranieri – lo scorso anno erano ben 17’000 – , e non concedendo il permesso di dimora ai 7000 pensionati o stranieri benestanti che vogliono stabilirsi in Svizzera, si riuscirebbe a contenere in modo significativo l’immigrazione senza danneggiare l’economia.

I frontalieri, che tanto preoccupano la popolazione ticinese, paradossalmente sono contemplati solo marginalmente dall’iniziativa approvata dal popolo. Come ha spiegato alla Neue Zürcher Zeitung il consigliere nazionale dell’UDC grigionese Heinz Brand, si parla di loro soprattutto perché non si vorrebbe che gli stranieri che potrebbero venir espulsi vengano sostituiti con frontalieri.

È però difficile immaginare che presto assisteremo a licenziamenti di massa di dipendenti stranieri o frontalieri, o alla revoca di permessi di soggiorno. Questo potrebbe avvenire solo se l’attuale fase di crescita economica giungesse a termine. Molto più probabilmente per la definizione dei contingenti ci si baserà sulla situazione attuale, introducendo misure di contenimento per le nuove assunzioni.

Red.

 

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2 Commenti »

  • Marco scrive:

    L’autore di questo articolo dovrebbe informarsi un po’ meglio. L’iniziativa popolare che è stata accettata dal popolo il 9 febbraio, non parla mica di mandare via gli stranieri residenti oggi in Svizzera. Il testo approvato dice di contingentare l’arrivo di nuovi stranieri e di dare la preferenza ai residenti a parità di qualifiche nella selezione di personale.
    Questo articolo è pura disinformazione.

  • infoinsubria scrive:

    Ammettiamo che l’articolo semplifica un po’ le cose. Dando la precedenza alle persone di nazionalità svizzera nella selezione del personale, si restringono però le possibilità occupazionali degli stranieri residenti. E dopo un certo periodo, lo straniero residente senza lavoro deve lasciare il paese.

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