Pluriomicida in albergo a Chiasso da quattro anni
Il pluriomicida condannato a vent’anni di carcere in Italia per aver sterminato un’intera famiglia e fermato a Chiasso lo scorso mese di dicembre viveva in un albergo della città di confine da quattro anni. Una situazione al limite del credibile anche perché l’albergo è situato esattamente di fronte al posto di Polizia cantonale e a due passi dal valico doganale. La ricostruzione è contenuta nella sentenza con la quale il tribunale federale ha negato la sua scarcerazione dando il là all’estradizione dell’uomo verso l’Italia.
Dino Grusovin soggiornava illegalmente in Svizzera da ben quattro anni, ospite di un albergo di Chiasso situato pronto di fronte al posto di polizia cantonale e a due passi dal valico doganale. Ciò nonostante su di lui pendesse una condanna a vent’anni di carcere per omicidio plurimo. E` quanto risulta dalla sentenza con la quale il Tribunale federale lo scorso 15 gennaio ha respinto il ricorso contro l’ordine di arresto eseguito in funzione dell’estradizione richiesta dall’Italia. Lo riporta oggi il Corriere del Ticino. Grusovin, 58enne triestino, «risiede da quattro anni in un hotel di Chiasso senza disporre di un regolare permesso di soggiorno». E` accusato «di avere, con la complicità di altri due individui già sentenziati, causato a Brescia, in data 28 agosto 2006, la morte di tre persone al domicilio delle stesse. Le vittime, alle quali sarebbe stata tagliata la gola, sarebbero state altresì colpite da più spari di pistola, illegalmente detenuta dall’interessato.” La cui implicazione sarebbe confermata. All’albergo chiassese avrebbe fornito false generalità riuscendo a farla clamorosamente franca per ben quattro anni. Il Tribunale federale ha deciso di non scarcerarlo principalmente per l’alto rischio di fuga: infatti, «egli non svolge alcuna attività professionale stabile e la sua famiglia risiede in Italia. Tale situazione, soprattutto alla luce della giurisprudenza, mediante la quale il Tribunale federale ha negato la scarcerazione a persone residenti e attive professionalmente in Svizzera da molti anni, è indice di un alto rischio di fuga. È inoltre d’uopo aggiungere che la durata considerevole della pena detentiva inflitta dall’autorità rogante – 20 anni – rende il pericolo di fuga ancora più elevato».
Red.
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