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Le storie del Lago Maggiore nelle canzoni di Giò De Sfàa e I Fiò De La Serva

23 agosto 2013 – 14:50Un Commento

Se Davide Van De Sfroos racconta le storie della zona del comasco, c’è qualcuno che mette in musica gli aneddoti e i personaggi della zona del Lago Maggiore. Sono Giò De Sfàa e I Fiò De La Serva che, da qualche anno, grazie alle loro canzoni hanno iniziato a farsi conoscere e apprezzare da un pubblico sempre più numeroso.

Su Infoinsubria avevamo già parlato della storia della band, del successo che stava iniziando a raccogliere e della storia del cantante luinese Gioele di Stefano, “studente frontaliero” della Supsi. L’estate del 2013 è però quella che segna una svolta nella produzione artistica del gruppo: è uscito infatti il primo album, “Pécc sota ‘l técc” e la band ha iniziato un tour che la sta portando “al di qua e al di là” della frontiera. Dopo la presentazione ufficiale dell’album, tenutasi il 18 maggio al Cinema Teatro Vela di Varese, i concerti si sono distribuiti fra il territorio della provincia di Varese, di Como, ma anche il Canton Ticino, con le date di Biasca (tenutasi a giugno) e di Magadino di questa sera.

“Sèet un cuntrabbandièer
in guera coi finanzièer
sempre a rampegà in sö’l Lema
per scavalcare la frontiera
Sèet un cuntrabbandièer
in guera coi finanzièer..

Sono le parole dell brano “La Chioccia”, dove si raccontano le imprese di un uomo, finanziere di giorno e contrabbandiere di notte che, durante gli anni della guerra, aiutava donne e fanciulli a valicare il confine fra la val Veddasca e la Svizzera, per salvarsi dalla povertà e dalle conseguenze della guerra. Le montagne fra Italia e Canton Ticino e il territorio che le abbraccia sono le protagoniste delle canzoni dei Giò De Sfàa e I Fiò De La Serva ed è sicuramente questo uno dei tratti distintivi del loro lavoro.

I volontari dell’Antincendio Boschivo, i vecchi che giocano a carte nei circolini, i frequentatori dell’October Grap (la festa che si tiene ogni anno nella zona del Lago Delio), il “Nerin” che anni orsono in Valcuvia sparò di frodo ad un cinghiale e tentò di farla franca con le Guardie Forestali: sono questi alcuni dei protagonisti delle canzoni della band. Alla base di tutto c’è poi una forte passione per il dialetto locale e un lavoro di ricerca sui fatti realmente esistiti, come nel caso di “Rambo”, un uomo che ha vissuto a Luino, dov’era da tutti conosciuto per la sua stranezza. Prima di suonare “Rambo”, Giò De Sfàa racconta al pubblico di essersi documentato su quest’uomo che girava per le strade con i pantaloni della mimetica, chiuso in un mondo tutto suo, dov’era convinto di essere in guerra e per questo lanciava bombe immaginarie ai passanti. Un uomo particolare, ma che non ha mai fatto male a nessuno e che viene ricordato dai luinesi proprio per questa eccentricità.

“Di Rambo ne sentivo spesso parlare, senza averlo mai visto – racconta Gioele Di Stefano – Di lui ricordo chiaramente solo il necrologio per le vie di Luino con scritto, in grande, “detto Rambo”. Quando chiedevo quale fosse il nome di battesimo di Rambo e perché si comportasse in quel modo, nessuno ha saputo rispondermi. Ogni città, ogni paese, ogni quartiere ha il suo Rambo. Ogni volta che suono questa canzone qualcuno mi racconta del Rambo di casa sua”.

Si tratta di aneddoti del territorio e di chi lo ha popolato e lo popola tuttora e nascono proprio dal desiderio di dipingere nella memoria del pubblico i visi e le atmosfere di questi luoghi. E’ solo passato qualche anno, ma i Giò De Sfàa e I Fiò De La Serva hanno quindi fatto passi da gigante rispetto agli inizi del 2009, quando il gruppo nacque come cover band di Davide Van De Sfroos: la formazione adesso cammina autonomamente, proponendo con orgoglio i propri pezzi che sempre più persone imparano e cantano durante i loro concerti. Nella band si respirano sempre più affiatamento ed energia e questa potrebbe davvero essere la carta vincente per il successo. E i progetti? “Come ogni anno alla fine del tour estivo ci troveremo tutti insieme per fare un punto della situazione, guardare la strada percorsa e scegliere la prossima da imboccare” confida Gioele.

Per chi volesse sentire le storie de “la Chioccia”, di “Rambo”, di “Nerin”e degli altri personaggi, l’appuntamento è per questa sera all’Opener Gambarogn di Magadino.

Santina Buscemi

 

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Un Commento »

  • una fan scrive:

    Bravissimi ragazzi…Continuate così! Ci vediamo all’October Grap al Lago Delio!

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