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Ferrovia Arcisate-Stabio: a quando la ripresa dei lavori?

22 agosto 2013 – 22:35Un Commento

Il cantiere fermo (foto Infoinsubria)

Sono scenari preoccupanti quelli tracciati stasera dal programma Falò della Televisione svizzera, RSI. Il cantiere della ferrovia Arcisate-Stabio è fermo da mesi e nulla fa presumere che i lavori riprenderanno a breve. Oltre alle terre all’arsenico, devono essere smaltite anche migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, prodotti dallo scavo dei tunnel. Tutti problemi che richiedono lunghe e costose procedure. Inoltre, una nuova insidia arriva dalla magistratura varesina che ha aperto un’inchiesta per sospetti inquinamenti avvenuti sul cantiere.Intanto, Giorgio Napolitano ha assicurato il suo interessamento.

Non c’è pace per il cantiere della ferrovia Arcisate-Stabio. Secondo il servizio trasmesso stasera da Falò, il programma di approfondimento della RSI, la Televisione della Svizzera italiana, i problemi sembrano non finire. Alle terre all’arsenico, emerse come d’incanto nel 2011 e di cui i committenti (RFI) e la ditta appaltatrice, la ICS grandi lavori, sembra, non sapessero nulla, si sommano ora anche migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, prodotti dallo scavo delle gallerie, che devono essere smaltite con procedure lunghe e costose.

Ancora promesse vane?

Insomma, le promesse del governo lombardo, che ha assicurato la ripresa dei lavori a settembre, rischiano di svanire. Infatti, non sembra, sia stato ancora individuato un centro di stoccaggio dove deporre le terre contaminate dall’arsenico naturale e nulla è trapelato su chi finanzierà lo smaltimento dei residui tossici delle gallerie. A peggiorare la situazione ci si è messa anche la magistratura varesina. Gli inquirenti, dopo le denunce dei gruppi ambientalisti lombardi, hanno aperto un’inchiesta per sospetto inquinamento. L’azienda ICS, avrebbe gestito in modo superficiale il cantiere, riversando l’acqua di lavaggio delle betoniere, direttamente nel terreno, nei prati e nei boschi circostanti con il rischio di inquinare gravemente le falde. Settembre si avvicina. Solo allora sapremo se il pessimismo espresso da molti abitanti della Valceresio, interpellati dai giornalisti di Falò, è fondato.

Le rassicurazioni di Napolitano

A perderci sarebbero tutti, gli abitanti dei paesi attraversati dalla ferrovia che rischiano di dover sopportare, per molto tempo ancora, i disagi di un cantiere aperto. Ma anche il Ticino e tutta la Svizzera, che su quella ferrovia, continua a contare molto, soprattutto in vista di Expo 2015. L’ultima speranza che tutto si possa sistemare in fretta è riposta nelle mani del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, rispondendo all’appello del sindaco di Induno Olona, Maria Angela Bianchi, qualche giorno fa, ha assicurato il suo impegno affinché il ministero delle infrastrutture si faccia carico del problema.

MB

 

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Un Commento »

  • Gian scrive:

    In Svizzera i lavori sono cominciati subito appena presa la decisione di fare questa tratta ferroviaria. Certo, loro ne avevano già una parte attiva ed i lavori che dovevano fare erano sicuramente meno di quelli da fare in Italia, ma hanno cominciato subito. Da noi? Con calma… come al solito! Ora sembra che in quelle zone si trovi di tutto e di più: rifiuti tossici delle gallerie, arsenico naturale, acqua di lavaggio delle betoniere, ecc. ecc. Fare verifiche prima di prendere impegni con la Svizzera no, eh? Guai se si facesse così, rischieremmo di diventare una nazione efficiente! Ora c’è anche la magistratura, gli ambientalisti (che non fanno mai nulla a meno che non ci siano da bloccare lavori di ferrovie e/o strade) e così via. Chi arriverà ora a mettere i bastoni fra le ruote? I verdi, i gialli, gli arancioni, i fucsia? Ma quanto siamo ridicoli in Italia!

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