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Il burqua che fa la gioia dei commercianti

23 agosto 2013 – 11:28Nessun Commento

Paese che vai, usanze che trovi (foto justi CC)

Turisti e consumatori stranieri, fra cui molti arabi, stanno risollevando le sorti dell’economia del territorio. E se in Ticino fra un mese si voterà se proibire la dissimulazione del viso nei luoghi pubblici, nel Comasco i commercianti aprono le porte di negozi e centri commerciali anche a persone che indossano il burqa. Ma non tutti i cittadini sono d’accordo.

Stando alle dichiarazioni di diversi commercianti sulla stampa cittadina, il capoluogo lariano brulica in questo periodo estivo di consumatori e turisti esteri, interessati ad acquistare prodotti di manifattura e gastronomia “made in Como”. Una tendenza che giova sicuramente negli odierni momenti di crisi e viene vista quindi con soddisfazione dagli operatori del settore.

Tedeschi, francesi, russi, giapponesi, coreani… e soprattutto molti arabi. Ed è l’aspetto più singolare di questi giorni. Stando sempre a quanto evidenziato sui media, sarebbero proprio quest’ultimi ad avere animato le vie dello shopping, risollevando le sorti di un comparto che languiva dopo lo stallo invernale e i non entusiasmanti inizi dei saldi.

Porte aperte, dunque, nei negozi e centri commerciali di Como, per questa particolare tipologia di clienti. Una situazione in apparenza assai diversa rispetto a quanto accade nel vicino Ticino, dove si è alla vigilia della votazione popolare (fissata al 22 settembre) per inserire nella legislazione cantonale (Costituzione o legge sull’ordine pubblico) il divieto di nascondere il volto nei luoghi pubblici e in quelli aperti al pubblico: un’usanza diffusa fra varie donne di religione islamica.

Un’eventuale penalizzazione, perciò, a danno di quest’ultime e una possibile futura “manna” per l’economia comasca, che potrebbe così giovarsi ulteriormente di nuove fasce di consumatori, “respinti” oltre confine…

Ma anche in Italia non tutti sono d’accordo nell’accettare usi e costumi differenti, tanto che sono in giacenza varie proposte di legge (l’ultima è di fine marzo) per vietare di usare pubblicamente “qualunque mezzo che travisi e renda irriconoscibile la persona senza giustificato motivo”. Il tutto nel nome della sicurezza e dell’ordine pubblico.

Una preoccupazione che non sembra propria dei commercianti lariani, se è vero che, come denunciato di recente dalla lettrice di un quotidiano locale, in un supermercato alle porte della città ha notato la presenza, per lei intollerabile proprio in ragione della tutela della sicurezza, di due persone dal volto completamente velato. E a nulla sono valsi i suoi tentativi di farsi dare spiegazioni adeguate in merito dal personale della struttura (né quelli poi del giornale di ottenere una replica dai suoi responsabili).

Pierangelo Piantanida

 

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