Italia: apertura no stop per i centri commerciali
Da oggi in Italia negozi, centri commerciali, bar e ristoranti potranno rimanere aperti 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Lo stabilisce il decreto sulla liberalizzazione deciso dal governo Monti. Mentre la grande distribuzione ha accolto con favore il provvedimento, i piccoli commercianti sono preoccupati.
I principali centri commerciali intendono approfittare subito della nuova norma, moltiplicando le aperture domenicali e festive. Bennet ha già scelto la formula “sempre aperto”, e anche Esselunga, Iper e Carrefour sembrano orientati ad aumentare le giornate di apertura. Fra i negozi tradizionali però la deregulation suscita numerose critiche.
I primi a protestare sono i negozi situati all’interno dei centri commerciali, che sono tenuti per contratto ad adeguarsi agli orari d’apertura dei centri. Si teme infatti che i costi generati dall’aumento delle ore di lavoro non vengano compensati da un sufficiente aumento del fatturato. Malumore anche fra i negozi dei centri urbani, che già guardano con preoccupazione al futuro, e che temono un ulteriore esodo dei clienti verso i supermercati delle periferie.
In certe regioni italiane la liberalizzazione incontra anche l’opposizione delle istituzioni locali. In Toscana, per esempio, la giunta regionale ha deciso di mantenere la regolamentazione degli orari di apertura, e di fare ricorso alla Corte costituzionale contro la deregulation. La decisione ha incontrato il favore dell’associazione dei commercianti Confcommercio Toscana, che in una nota sottolinea come “una liberalizzazione indiscriminata andrebbe a ledere il principio di concorrenza tra piccoli e grandi distributori commerciali e soffocherebbe di fatto i negozi di vicinato e le microimprese familiari che assorbono al momento una buona parte della disoccupazione dovuta alla crisi finanziaria”.
Red.
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