Via ai saldi in Lombardia
Come in tutta Italia, sono finalmente iniziate le vendite di fine stagione anche in Lombardia. Previste un po’ ovunque aperture straordinarie dei negozi.
A Milano all’Epifania i negozi potranno rimanere aperti dalle 7 alle 22 per non più di 13 ore consecutive. Il comune di Milano ha concesso la deroga dall’obbligo di chiusura per i giorni del 6 e 8 gennaio, in attesa che la Regione Lombardia adatti le normative sugli orari di apertura alle misure di liberalizzazione previste dal governo Monti.
Aperture straordinarie sono previste anche nelle province di Como e Varese. In occasione dei saldi a Como è stata promossa la Notte dei Saldi: venerdì 7 gennaio i negozi del centro storico potranno restare aperti fino alle 22. Le adesioni dei commercianti, però, non sono moltissime: solo 50 negozi circa hanno aderito alla iniziativa proposta da ShopinComo. L’elenco completo dei negozi aderenti alla “Notte dei Saldi” sarà consultabile sui siti internet di Shopincomo (www.shopincomo.it), di Upcts e del Comune di Como.
Tutti grandi centri commerciali rimarranno aperti sia durante l’Epifania che domenica 8, e molti continueranno con le aperture domenicali anche successivamente, approfittando della liberalizzazione decretata dal governo di Roma nell’ambito delle misure per rilanciare l’economia. Il provvedimento non raccoglie solo consensi: i commercianti dei centri per esempio spesso non hanno le risorse per coprire le spese dell’allungamento degli orari di lavoro, e mettono in evidenza anche il fatto che se la gente non ha soldi da spendere a causa della crisi, non serve a nulla prolungare le aperture.
Intanto però con i saldi si spera di recuperare il terreno perso in seguito ad una stagione natalizia improntata ad un calo generale dei commerci. In Ticino i saldi sono iniziati subito dopo Natale, suscitando il malumore della concorrenza lombarda, che può comunque approfittare di una maggiore competitività grazie al cambio favorevole dell’euro nei confronti del franco svizzero.
I saldi rappresentano ora una occasione importante per verificare l’impatto degli aumenti dei prezzi provocati dalle diverse misure di austerità adottate dal governo di Roma. Se grazie alla svalutazione dell’euro, per i clienti svizzeri la spesa in Italia è sicuramente conveniente sotto molti aspetti, i recenti aumenti dell’IVA e di altre tasse hanno contribuito in molti casi a ridurre la differenza di prezzo. Nel caso della benzina le conseguenze sono palesi: i distributori svizzeri da alcuni giorno sono di nuovo presi d’assalto dai turisti del pieno lombardi.
Red.
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