1. maggio: manifestazioni in Ticino e in Lombardia
In occasione della Festa dei lavoratori si sono tenute manifestazioni in tutti i principali centri dell’Insubria. In Ticino è stata messa in evidenza la preoccupazione dei lavoratori per il fenomeno del dumping salariale. A Como e a Varese si chiedono provvedimenti per rilanciare l’occupazione.
Le lavoratrici e i lavoratori ticinesi sono scesi oggi nelle strade di Lugano a difesa del valore del loro lavoro e a tutela della loro dignità, per dire basta alle insopportabili discriminazioni salariali che colpiscono in particolare le donne, per fermare il continuo degrado delle condizioni di lavoro, per opporsi ai nuovi tentativi di deregolamentazione degli orari di apertura dei negozi e per rivendicare un salario minimo di 4mila franchi al mese per tutti.
A Como, dove il sindaco aveva deciso l’apertura dei negozi, i sindacati hanno indetto uno sciopero di 8 ore. La manifestazione indetta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil ha rivendicato provvedimenti contro la crisi che continua a farsi sentire sull’occupazione. Duramente criticati anche l’evasione fiscale, gli sprechi e i tagli allo stato sociale.
A Varese le organizzazioni sindacali hanno voluto lanciare, in occasione dell’anniversario dell’Unità d’Italia, anche un appello alla solidarietà e alla coesione nazionale. Riguardo alla situazione economica è stato messo in evidenza che per molti la situazione è ancora difficile. Per superare la crisi sono stati auspicati provvedimenti fiscali in grado di rilanciare lo sviluppo. I dirigenti sindacali hanno inoltre manifestato la loro preoccupazione sui tagli che colpiscono la scuola pubblica, che rischiano di mettere in pericolo la qualità del servizio.
Red./Comunicati
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