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Ticino e Lombardia: le città più inquinate

29 gennaio 2011 – 18:52Nessun Commento

Nell’aria di Novara, per ben 77 volte durante il 2010 è stato misurato un tasso di polveri fini superiore al limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 stabilito dalla legge per proteggere la salute degli abitanti. Più pulita invece l’aria di Verbania, che non figura fra i capoluoghi di provincia della Regio Insubrica dove i superamenti sono stati al di sopra del limite legale di 35 giorni.

Varese, Como e Lecco presentano 40, rispettivamente 42 giorni di smog all’anno. Milano naturalmente batte tutti, con 87 giorni sopra il livello di guardia. Eppure il capoluogo lombardo non è, come si potrebbe sospettare, la città con l’aria più inquinata della pianura padana. Ai primi posti della classifica stilata dalla Legambiente figura infatti Torino, con 134 superamenti. La pianura padana è la zona più critica: 15 città tra le prime 20, addirittura 30 tra le 48 che hanno superato il limite di legge, appartengono a questa area.

La situazione in Lombardia si riflette naturalmente anche nella qualità dell’aria del Canton Ticino, che in Svizzera detiene il record per quel che riguarda la presenza di polveri fini nell’aria. Particolarmente colpito il Sottoceneri. Mendrisio e Chiasso nel 2009 (i dati del 2010 non sono ancora disponibili) hanno registrato una settantina di superamenti del limite. La pianura del Vedeggio, attraversata dall’autostrada, registra circa 40 violazioni all’anno, mentre Lugano, Locarno e Bellinzona se la cavano con una quindicina di giorni di smog all’anno.

Le polveri fini sono cancerogene

Le polveri fini vengono emesse in parte da fonti naturali. Si producono per esempio durante i processi di combustione, o in seguito all’abrasione meccanica dei pneumatici, dei freni, e della pavimentazione stradale ed al risollevamento delle polveri precedentemente depositate al suolo. La parte restante è invece composta da particelle secondarie, le quali si formano nell’aria a partire da precursori gassosi.

Date le loro minuscole dimensioni queste polveri possono penetrare anche nelle ramificazioni più sottili dei polmoni, per poi raggiungere, in parte, i vasi linfatici e sanguigni. La loro struttura frastagliata favorisce il deposito di altre sostanze tossiche, creando in tal modo una miscela di inquinanti costituita da numerosi composti chimici, alcuni dei quali con effetti cancerogeni. La miscela genera infiammazioni locali delle vie respiratorie e può provocare tosse, dispnea, bronchiti e attacchi di asma in bambini ed adulti, affezioni del sistema respiratorio e cardiocircolatorio, tavolta con necessità di ricovero in ospedale, morti premature e cancro ai polmoni.

Potenziare i trasporti pubblici

Legambiente valuta che in Italia, ogni 10′000 abitanti, almeno 15 persone muoiono prematuramente a causa delle polveri sottili.“Per curare la malattia cronica della cattiva qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico,” dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, “non bastano interventi spot come la giornata nazionale della bicicletta o parziali limitazioni al traffico. Servono interventi più ampi e strutturali, dal contrasto all’auto privata al rilancio del trasporto pubblico, che deve essere appetibile per i cittadini tramite l’estensione delle corsie preferenziali e un’adeguata offerta dei km percorsi.”

Mario Besani

I dati in tempo reale dell’inquinamento in Ticino

 

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