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Perquisita l’abitazione di Christophe Blocher

21 marzo 2012 – 12:52Nessun Commento

Christoph Blocher (Foto wikipedia)

Christophe Blocher, il tribuno zurighese deus ex machina dell’Unione democratica di centro (partito dell’estrema destra elvetica) è al centro di un’inchiesta penale correlata al caso Hildebrand che vide l’allora capo della Banca nazionale svizzera dare le dimissioni per una serie di azzardate operazioni finanziarie ad opera della moglie. Il Ministero pubblico zurighese ha ordinato ieri la perquisizione di una delle sedi delle aziende di proprietà del parlamentare Blocher e della sua abitazione personale. E` sospettato di violazione del segreto bancario.

La procedura penale aperta lunedì dalla procura di Zurigo dovrà determinare se Christophe Blocher abbia partecipato in modo penalmente rilevante alla diffusione dei dati bancari confidenziali resi noti da un informatico della banca Sarasin, ha indicato il Ministero pubblico in una nota. Quest’ultimo sta indagando da inizio gennaio sull’affare Hildebrand concentrando le proprie indagini sul deputato al Parlamento turgoviese dell’UDC Hermann Lei, sul collega turighese Claudio Schmid ed su un informatico della banca Sarasin.

In questo ambito gli inquirenti hanno proceduto ad una serie di perquisizioni e Blocher era già stato audizionato alfine di fornire alcune informazioni in merito alla diffusione di dati bancari confidenziali. I primi risultati dell’inchiesta hanno, quindi, indotto il Procuratore pubblico ad estendere la procedura anche all’ex Consigliere federale Blocher, esponente di spicco dell’UDC svizzera.

In qualità di parlamentare elvetico Blocher avrebbe la possibilità di richiedere l’immunità specifica ma, esperti in materia, ritengono che non essendo i fatti contestati in relazione diretta alla sua attività politica parlamentare, tale immunità non sarebbe giustificata.

Nella fattispecie oggetto dell’inchiesta in corso a Zurigo Blocher aveva informato l’allora Presidente della Confederazione Calmy-Rey di una serie di transazioni sospette condotte da Philipp Hildebrand e da sua moglie, mostrando anche fotocopie di documenti bancari personali. Le sue stesse dichiarazioni avevano poi scatenato la bufera che aveva indotto Hildebrand ad abbandonare il suo prestigioso incarico alla BNS. Ciò nonostante una perizia ha successivamente dimostrato come le transazioni in questione non fossero né illegali né non conformi al regolamento interno della BNS.

Sulla stampa elvetica oggi prendono posizione tutti i rappresentanti dei partiti politici che, sottolineando il principio della presunzione d’innocenza, chiedono venga tempestivamente fatta chiarezza sulla vicenda. L’UDC, dal canto suo, prende le distanze dalla vicenda parlando di questione privata tra la giustizia e Christophe Blocher, una questione nella quale l’UDC non è implicata.

Red.

 

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