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Contrassegno CH: l’obbligo rimane

24 agosto 2013 – 09:19Nessun Commento

Il governo svizzero respinge la proposta inoltrata dal parlamentare della Lega dei ticinesi Lorenzo Quadri di chiedere una modifica della Convenzione di Vienna, che prevede, per gli automobilisti svizzeri, l’obbligo di indicare la nazionalità del veicolo con il contrassegno CH.

Lorenzo Quadri, nella sua richiesta, riteneva ingiustificate e addirittutra discriminatorie le multe inflitte dalla polizia italiana agli automobilisti privi del contrassegno. Secondo Quadri “la bandiera elvetica, incorporata nelle nostre targhe, adempie ai requisiti di identificazione richiesti.”

Il Consiglio federale, proponendo di respingere la mozione di Lorenzo Quadri (sottoscritta anche dalla deputata Roberta Pantani), sottolinea che “l’articolo 37 della Convenzione sulla circolazione stradale dell’8 novembre 1968 (Convenzione di Vienna) stabilisce che ogni veicolo a motore in circolazione internazionale deve recare un segno distintivo dello stato in cui è immatricolato. Questo segno può essere apposto separatamente o incorporato nella targa di immatricolazione. Quando il segno distintivo è incorporato nella targa di immatricolazione, esso deve essere riprodotto anche sulla targa di immatricolazione anteriore del veicolo.”

Poiché nella targa anteriore svizzera il segno distintivo manca, come pure manca la bandiera definita quale valido elemento sostitutivo dall’autore della mozione, i veicoli a motore immatricolati in Svizzera che circolano al di fuori dei confini nazionali devono essere dotati di un segno distintivo indipendente adesivo CH.

Il Consiglio federale ritiene che la richiesta di applicare il segno distintivo indipendente sia giustificata. Date queste premesse, il Consiglio federale esclude l’opportunità di promuovere un adeguamento della “Convenzione di Vienna” in tal senso.

Red.

 

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