Nuoto e Islam: obbligo di frequenza dei corsi scolastici in Svizzera
Il Tribunale amministrativo di Basilea ha confermato la multa inflitta in prima istanza ai genitori musulmani di due bimbe che avevano impedito alle loro figlie di frequentare le lezioni scolastiche di nuoto, obbligatorie per tutti gli allievi della locale scuola elementare pubblica. L’autorità giudiziaria, chiamata ad esprimersi sul ricorso inoltrato dai due genitori contro la multa di 350 franchi per figlio e per genitore, ha confermato sia il principio sia la somma totale da pagare, pari a 2′100 franchi svizzeri.
La coppia, di religione musulmana, aveva vietato alle proprie figlie di partecipare alle lezioni, obbligatorie nella Città Cantone, da quando le bambine avevano rispettivamente sette e nove anni. Nel luglio del 2010 il Dipartimento cantonale della pubblica educazione aveva inflitto due multe di 350 franchi a entrambi i genitori. Le sanzioni non ledono in alcun modo la libertà religiosa e di coscienza, indica oggi il Tribunale amministrativo.
Nella sua sentenza, la corte si è basata essenzialmente sulla recente giurisprudenza del Tribunale federale, secondo cui la partecipazione di tutti i bambini alle lezioni di nuoto ha un forte interesse pubblico. Per tenere conto del senso del pudore fatto valere dai genitori possono esser adottati provvedimenti adeguati, precisa la Corte.
Complessivamente sono cinque le famiglie musulmane ad essere state multate per lo stesso motivo a Basilea nel corso del 2010. I casi riguardano sei bimbe di età inferiore ai 10 anni.
Provvedimenti analoghi in Svizzera sono previsti pure nei Cantoni di Argovia, Appenzello interno, Appenzello esterno e Basilea Campagna. Il Cantone di Basilea Città è però attualmente l’unico ad avere un regolamento specifico e completo in merito.
Com/KC
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