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Svizzera: invocata la clausola di salvaguardia

24 aprile 2013 – 17:41Nessun Commento


Berna, Palazzo federale (foto Infoinsubria)


La notizia era nell’aria, invero, ma oggi il Consiglio federale l’ha ufficializzata: la Svizzera ha prolungato di un anno ed esteso la clausola di salvaguardia, prevista dall’Accordo di libera circolazione con l’UE. Si tratta di una misura importante, chiesta da più parti, con la quale viene limitata temporaneamente l’immigrazione delle persone provenienti dall’Unione. I frontalieri non sono toccati da questo provvedimento.

Il Consiglio federale ha deciso oggi di  invocare nuovamente la clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Per un ulteriore anno, quindi, i cittadini degli Stati dell’UE avranno un accesso limitato al mercato del lavoro svizzero.

Il contingentamento concerne i permessi di dimora B per i cittadini sia dell’UE-17 – se a fine maggio sono soddisfatte le relative condizioni – sia dell’UE-8. La limitazione a circa 2180 permessi B per gli Stati dell’UE-8 e a circa 53 700 permessi B per gli Stati dell’UE-17 varrà per un anno.  Il Consiglio federale rinuncia invece al contingentamento dei permessi di soggiorno di breve durata L (della durata massima di un anno) per i cittadini dell’UE-8 e dell’UE-17 che svolgono attività lucrativa. I valori soglia per i permessi L sono già stati raggiunti per gli Stati dell’UE-8, mentre entro fine maggio non dovrebbero ancora essere raggiunti per gli Stati dell’UE-17.

La clausola di salvaguardia prevista dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone consente alla Svizzera di reintrodurre contingenti unilaterali soltanto fino al 31 maggio 2014, a condizione che il numero di permessi rilasciati in un anno ai cittadini degli Stati dell’UE che svolgono attività lucrativa superi almeno del 10 per cento la media dei tre anni precedenti. Ciascuna categoria di permesso è oggetto di calcoli separati.

La Svizzera attira numerosi migranti. Negli ultimi anni il numero di stranieri stabilitisi in Svizzera ha superato ogni anno di circa 60 000-80 000 unità quello degli emigranti. Il permanere dell’immigrazione a livelli alti ha effetti sia positivi sia negativi, ad esempio sull’economia, il mercato del lavoro, le assicurazioni sociali, la pianificazione del territorio, il mercato dell’alloggio e l’infrastruttura.

Il Consiglio federale evidenzia, comunque, come la clausola di salvaguardia esplichi un effetto limitato nel tempo e occorra adottare misure con effetti a lungo termine. Lo scorso anno sono quindi state potenziate le misure d’accompagnamento per lottare contro il dumping salariale (p. es. nell’ambito dell’indipendenza fittizia o tramite la responsabilità solidale degli appaltatori primari).

Per il Governo elvetico occorre altresì continuare a combattere sistematicamente gli abusi nell’ambito del diritto sugli stranieri e della sicurezza sociale. Anche nei settori della pianificazione del territorio, della costruzione di alloggi a prezzi accessibili e dell’infrastruttura la Confederazione, i Cantoni e i Comuni devono elaborare progetti comuni volti a rendere l’immigrazione non soltanto positiva per l’economia, ma anche sostenibile dal punto di vista sociale.

Durante la discussione odierna, il Consiglio federale ha tuttavia ribadito chiaramente che la piazza economica svizzera trae grande beneficio dalla libera circolazione delle persone: l’immigrazione in provenienza dall’UE ha avuto effetti positivi sul consumo e gli investimenti edili anche durante la recessione, sostenendo l’economia svizzera. Nel nostro Paese vivono oltre 1,2 milioni di cittadini dell’UE. Unitamente ai frontalieri, concorrono notevolmente al benessere della Svizzera e contribuiscono alla creazione di posti lavoro. Inoltre, l’UE è il principale partner commerciale della Svizzera; il nostro Paese esporta verso gli Stati membri il 56 per cento dei propri prodotti.Va ribadito, infine, che la misura non riguarda i lavoratori frontalieri.

Com./Red.

 

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