Per Lugano una applicazione per viaggiare nel tempo
La Lugano del buon tempo, come la chiamava Mario Agliati, non c’è ormai più, distrutta dal progresso e dalla speculazione. Ma per gli inguaribili nostalgici del tempo che fu è ora stato creata una applicazione che permette di passeggiare per le vie di Lugano illudendosi che il tempo e le ruspe non siano ancora passati. Una volta attivato l’app LugaNow, guidati dal proprio iPhone si possono raggiungere una cinquantina di punti particolarmente pittoreschi di Lugano. Sullo schermo del telefonino il panorama odierno si trasformerà magicamente in quello del passato.
L’applicazione, che utilizza la tecnologia della “realtà aumentata” è stata ideata da Loris Trotti e Ramon Montanes e sviluppata da DOS Group di Besazio. “Un progetto innovativo e divertente, sicuramente capace di interessare sia gli abitanti di Lugano che i turisti”, l’ha definita il Capodicastero Turismo Lorenzo Quadri. Sono queste le ragioni che hanno spinto il dicastero Turismo – rappresentato alla conferenza stampa dal suo direttore Marco Sorgesa – a finanziare la realizzazione del progetto. Si tratta, è stato sottolineato, di una prima assoluta per la Svizzera.
Il software sviluppato per LugaNow permette di sovrapporre alle immagini reali inquadrate dallo smartphone le immagini d’archivio raccolte dagli ideatori. Poiché lo smartphone è gelocalizzato, il programma sceglie automaticamente le immagini appropriate a seconda del luogo dove ci si trova. Ma non solo: si può anche scegliere in anticipo il luogo dove ci si vuole recare. Seguendo la freccia che appare sullo schermo del telefonino si arriva alla meta, dove, inquadrando l’oggetto del proprio interesse, si verrà precipitati nel passato.
Le foto d’epoca sono completate da brevi testi storici che raccontano in sintesi la storia del luogo in cui ci si trova. LugaNow è abbinata a un sito internet dove si trovano ulteriori informazioni e spiegazioni. La tecnologia applicata permette di inserire nuove mete a piacimento. Si tratta, come ha sottolineato Lorenzo Quadri, di un “progetto flessibilie, che apre la strada a innumerevoli possibilità e iniziative collaterali.”
MA
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