Lugano “brucia” un miliardo nel crack Madoff
Sulla Piazza finanziaria di Lugano, la terza per importanza della Svizzera, sarebbe stato perso almeno un miliardo di dollari causa dell’ ex-direttore del Nasdaq.Il gigantesco crack Madoff dagli Usa rimbalza anche in Ticino. Nella piazza finanziaria di Lugano (lo confermano fonti attendibili citate a più riprese da diversi giornali italiani) sarebbero state registrate nei mesi scorsi potenziali perdite attorno al miliardo di dollari. Un bilancio pesante, che si sta componendo progressivamente e che – secondo indiscrezioni raccolte – s’è ridotto notevolmente dopo la precipitosa ondata di vendite di “hedge funds” (i fondi speculativi) scattate man mano che l’inchiesta americana svelava nuovi scenari.
Le perdite sarebbero sostanzialmente riconducibili al portafoglio di diversi importanti istituti di credito (“Gli hedge erano i più diffusi sul mercato”, ha spiegato a “Il Giornale” di Milano un anonimo funzionario Ubs di Lugano) con rappresentanze in Usa ma anche di risparmiatori svizzeri e principalmente lombardi, nonché ad aziende. Il Ticino non è che l’ultimo anello di una catena di sant’Antonio alimentata da centinaia di trader sparsi in tutto il mondo che ha lasciato per strada una interminabile lista di vittime. Dietro questo scandalo definito dal Wall Street Journal “il più devastante del secolo”, c’è Bernard Madoff, Bernie per gli amici, ex bagnino a Long Island considerato tra i più abili e capaci broker di Wall Street (è stato anche direttore del Nasdaq). Madoff aveva creato una società a gestione familiare poggiata su un sistema molto semplice: gli investitori in cima alla sua lista venivano pagati con i soldi versati da quelli che li precedevano. E sino a quando le nuove sottoscrizioni avevano superato le richieste di rimborso il giochetto era riuscito, ma la crisi dei mercati ha svelato il trucco – conosciuto in Usa come il “Ponzi scheme” – che alla fine non ha retto, nonostante il finanziere fosse riuscito a nasconderlo dietro lo scudo di una onorata carriera. Secondo una ricostruzione de “Il Sole 24 ore” nel 2001, quando negli Stati Uniti suonò il primo campanello d’allarme, a Madoff avevano offerto la propria totale fiducia gli hedge newyorkesi Fairfield e Tremont, la londinese Kingate e la svizzera Thema. Tutti a caccia di clienti, da Londra a Mosca, sino appunto a Lugano.
(Il Caffè, 11.01.2009)
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