Suicidio assistito in Svizzera dell’ex pm di Catanzaro
Pietro D’Amico, ex sostituto procuratore di Catanzaro, si è suicidato a Basilea, in Svizzera, in una struttura che assiste chi decide di porre fine alla propria vita. Il magistrato 62enne era stato indagato, senza conseguenze, per una presunta fuga di notizie in una inchiesta condotta dall’attuale sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
I familiari erano stati tenuti all’oscuro delle sue intenzioni, e sono stati sorpresi dalla notizia da una telefonata della clinica basilese. Secondo i suoi ex colleghi il magistrato era rimasto profondamente scosso dalle accuse mossegli. Nonostante fosse stata riconosciuta la sua estraneità ai fatti contestatigli, si era chiuso in se stesso, mostrando, secondo i familiari, i sintomi di una depressione.
In Svizzera il suicidio assisto è legale dal 1942. Ogni anno circa mezzo migliaio di persone fanno capo a questa possibilità. Le leggi variano da Cantone a Cantone. In tutti i casi è comunque prescritto che l’atto finale di togliersi la vita deve venir eseguito dal soggetto stesso. Il medico può prescrivere il barbiturico solo dopo essersi accertato che la persona che vuole suicidarsi sia in grado di intendere e di volere, e dopo averla informata delle alternative. È tassativamente vietata l’assistenza fornita con motivi di lucro o egoistici.
Red.
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