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Suicidio: i cattolici lo fanno di meno

16 settembre 2010 – 00:00Nessun Commento

(cc Orsorama)Secondo uno studio dell’Università di Berna, la popolazione di religione cattolica è meno soggetta al suicidio. Ma non è solo la religione a tenere lontano il “gesto estremo”. Anche le persone sposate, soprattutto se vivono nel Canton Ticino, si tolgono la vita con molta meno frequenza rispetto a chi vive nel resto della Svizzera.

Lo studio dell’Università di Berna incrociando i dati del censimento 2000, relativi a oltre tre milioni di persone di età compresa fra i 35 e i 94 anni, con le statistiche della mortalità fino al 2005 è giunta alla conclusione che chi è di religione cattolica, è sposato e vive al sud delle Alpi, è meno tentato dal suicidio.

La scoperta è abbastanza singolare soprattutto se riferita all’appartenenza religiosa. Lo studio rileva che su 100′000 abitanti il tasso di suicidio è di 39 per chi non ha una confessione, 29 per i protestanti e 20 per i cattolici. Secondo il gruppo di ricerca condotto dal Prof. Matthias Egger la religione è dunque un importante fattore che può determinare, o meno, una persona a togliersi la vita. La fede cattolica, dice lo studio, condanna, infatti, il suicidio, come pure chi presta assistenza all’estremo atto. L’effetto è particolarmente misurabile fra chi sceglie di mettere fine alla propria esistenza ricorrendo a un’organizzazione di aiuto. Si lasciano accompagnare alla morte cinque volte più uomini senza confessione che cattolici (per le donne addirittura sette volte in più).

Le conferme di Durkheim

Lo studio conferma inoltre quanto aveva scritto, nel 1897, Emile Durkheim. Il sociologo francese aveva ravvisato già all’epoca come nelle regioni Svizzere di religione protestante (cantoni francofoni e tedeschi) il tasso di suicidi fosse molto più alto rispetto alle regioni cattoliche. Durkheim aveva elaborato l’ipotesi che nelle comunità cattoliche la coesione sociale fosse migliore.

Lo studio registra infine che se da una parte il livello culturale e formativo non costituisce una discriminante particolare dall’altra il tasso di suicidio delle persone sposate è la metà di quello di celibi, vedovi e divorziati.

Red.

 

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