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Suicidio assistito: la sofferenza dei familiari

5 ottobre 2012 – 13:46Nessun Commento

Un quarto dei familiari che accompagnano un loro parente durante un suicidio assistito soffrono in seguito di disturbi psichici. Risulta da uno studio eseguito da ricercatori dell’università di Zurigo e pubblicato dalla rivista specializzata “European Psychiatry”.

I ricercatori hanno interrogato 85 familiari o amici di persone che durante i mesi precedenti si erano tolte la vita con l’assistenza di una organizzazione che assiste chi vuole togliersi la vita. Il 20% ha in seguito sofferto di un disturbo che in termini clinici viene definito post-traumatico da stress, il 16% ha dovuto farsi curare per una depressione, e presso il 5% dei partecipanti allo studio è stata riscontrata un ”lutto complicato” che faceva sentire le sue conseguenze ancora un anno dopo la morte del familiare.

A titolo di confronto, da studi eseguiti in passato, risulta che nel caso di morti naturali solo il 5% in dei familiari si sono riscontrati sintomi di malattia a mesi di distanza dal decesso. Gli specialisti avanzano diverse ipotesi sulle ragioni di questo fenomeno. Una gran parte delle persone che hanno dovuto far fronte a questo tipo di problemi ha affermato di non aver avuto la possibilità di confidarsi con nessuno sulla loro sofferenza.

Un’altro fattore che sembra aggravare la situazione è dato dalle necessità procedurali richieste dalla legge. Per essere legale, in Svizzera un suicidio assistito deve essere compiuto alla presenza di due testimoni. La persona che vuole suicidarsi deve prendere da sé il barbiturico che conduce alla morte. In seguito si deve chiamare la polizia, e viene redatto un verbale sulle circostanze della morte.

La procedura, in certi casi non sempre condotta con il necessario tatto, forse da funzionari impreparati o che non condividono la scelta della morte assistita, aggrava la sofferenza dei familiari, già provati dalla perdita del loro caro. Dallo studio emerge la necessità di offrire ai familiari coinvolti la possibilità di far capo ad una assistenza psicologica.

Intanto l’Ufficio federale di statistica ha pubblicato le prime cifre sui suicidi assistiti. Nel 2009 i suicidi assistiti in Svizzera sono stati 300. Nel 90% dei casi si è trattato di persone di età superiore ai 54 anni. La maggior parte (44%) soffriva di cancro, il 14% di degenerazione neurovegetativa, il 9% di malattie cardiocircolatorie, il 6% di malattie dell’apparato motorio.

Red.

 

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