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Luca Mongelli: nuove analisi in cerca della verità

25 aprile 2013 – 13:00Un Commento

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Un lungo servizio di approfondimento trasmesso ieri sera dalla televisione romanda e un articolo apparso oggi sul quotidiano vallesano Le Nouvelliste hanno reso noti i contenuti di una lettera inviata dalla Giustizia vallesana ai genitori di Luca Mongelli: il caso del bimbo trovato in fin di vita nel 2002 sulla neve a Veysonnaz potrebbe essere ad una svolta. Scagionato il cane si riaprono prepotentemente le indagini. Nuove analisi del DNA e nuovi interrogatori.

Il Ministero pubblico vallesano procederà a nuovi interrogatori e a nuove analisi nell’ambito del “caso Luca”, il dossier che riguarda Luca Mongelli ritrovato in fin di vita il 7 febbraio 2002 a Veysonnaz in Vallese. Un dossier scottante precipitosamente classato dalla giustizia vallesana come aggressione da parte del cane di famiglia “Rocky”, immediatamente soppresso. Ma i genitori del bimbo non hanno mai creduto a questa ricostruzione dei fatti e, nel frattempo rientrati in Italia, hanno commissionate nuove perizie che provano inequivocabilmente l’intervento umano nell’aggressione del loro figlio. Fra gli esperti figura anche il Colonnello Garofalo, già a capo dei RIS di Parma.

Fra le nuove analisi previste ora dal Ministero pubblico figura, in particolare, quella del DNA prelevato all’epoca dei fatti poichè le nuove tecniche di laboratorio potrebbero portare nuovi elementi agli inquirenti. Questi sono alcuni dei contenuti salienti della lettera inviata negli scorsi giorni ai genitori di Luca da parte del Ministero pubblico vallesano. Lettera e ricostruzione della quale scrive oggi Le Nouvelliste e ha parlato la TSR in un ampio servizio televisivo ieri sera.

E` altresì prevista una nuova valutazione della cartella clinica di Luca per, in particolare, far luce sull’esistenza o meno di una frattura dell’osso del naso e della mascella del bimbo al momento della sua ospedalizzazione. Pure i soccorritori ed alcuni medici saranno interrogati a breve nel tentativo di far luce su uno dei casi più controversi della giustizia elvetica.

Il dramma di Luca, ora diciottenne tetraplegico e cieco, ebbe inizio il 7 febbraio 2002 a Veysonnaz nel Canton Vallese. Il bimbo, che all’epoca aveva 7 anni, fu rinvenuto sulla neve nudo e in grave stato di ipotermia. La scena del crimine inquinata da curiosi, le indagini probabilmente lacunose, la convinzione che fosse stato il cane del bimbo (che al momento del dramma era in compagnia del fratellino minore Marco) indussero gli inquirenti a classare il caso come incidente. L’insistenza dei genitori ha consentito la riapertura del caso il 15 novembre del 2010 anche grazie ad una nuova perizia fatta in particolare su un disegno fatto appunto dal fratellino di Luca.

Red.

 

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Un Commento »

  • Francesca scrive:

    Non conoscevo la storia di Luca e mi sono commossa molto ascoltandola. E’ chiaro some il sole che i giudici elvetici hanno preso un abbaglio, hanno voluto liquidare il tutto nel modo più semplice, ma assurdo anche per una profana in materia come me. Mi auguro che la giustizia italiana prenda seriamente a cuore questo caso e che finalmente sia fatta chiarezza. I colpevoli non avranno mai una pena adeguata, il male che hanno fatto a Luca, riducendolo in fin di vita, non lo potranno mai ripagare. Il colpevole non è un povero cane, ma una bestia più feroce! Forza LUCA, sono vicina a te ed alla tua meravigliosa famiglia!

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