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Una giornata con “sifu” Luca Bomba

15 settembre 2012 – 08:08Nessun Commento

Sifu Luca Bomba (foto Loris Trotti)

Tra i vari insegnamenti dell’arte marziale cinese chiamata Wing Chun c’è anche quello del carpe diem, del saper cogliere l’attimo, e Luca Bomba, maestro dell’Accademia di Wing Chun di Lugano, lo segue alla lettera: da quando scatta la sveglia alle 6 di mattina, la sua giornata si trasforma in una corsa per seguire e coltivare le proprie passioni, ossia il Wing Chun, i figli e Maya, un simpaticissimo pastore svizzero bianco.

Prima di addentrarci nell’intensa giornata di “sifu” (dal cinese “padre”) Luca Bomba, risulta curioso ripercorrere in breve il suo percorso di avvicinamento al Wing Chun, una piccola odissea altrettanto intensa e ballerina.

Di origine abruzzese, Luca abbandona la terra natìa verso i 16 anni per trasferirsi in Germania, dove lavora come cuoco e barman; rientra in Italia e apre un bar/bistrò che gestisce per un buon periodo e, di nuovo, riparte per il nord germanofono, ma questa volta per approdare alla Svizzera tedesca, luogo in cui svolge la professione di cameriere presso diversi hotel. Fin quando a Coira, del tutto fortuitamente, avviene l’incontro con il Wing Chun. E da Coira a Zurigo per seguire gli insegnamenti di Dai-sifu Giuseppe Schembri, uno dei massimi esperti a livello mondiale, il passo è stato breve.

Dopo un paio d’anni Luca abbandona l’egida di Schembri e si trasferisce a Lugano per riavvicinarsi alla lingua madre, per vivere in un clima decisamente più mite, “nonché per portare la bellezza del Wing Chun in Ticino.” Luca apre la propria palestra esattamente dieci anni fa e, dopo un avvio piuttosto timido, l’arte del Wing Chun comincia a conquistare molti ticinesi e frontalieri della zona, tanto che oggi sono circa un centinaio gli allievi (tra bambini, ragazzi e adulti) che frequentano l’Accademia.

L'Accademia Wing Chun di Lugano-Viganello

L’interesse generale per il Wing Chun è motivato da molteplici fattori. La leggenda narra che tale disciplina venne concepita circa tre secoli fa da Ng Mui, una monaca cinese sfuggita alla distruzione del monastero Shaolin. Essendo una donna, e forse anche di età avanzata, dovette escogitare un tipo di arte marziale a lei congeniale. Così perfezionò quei metodi che permettevano di utilizzare la forza degli avversari a proprio vantaggio, fondendoli con velocità ed esplosività.

“Mui”, racconta sifu Bomba, “in sostanza epurò lo stile shaolin di cui era profonda conoscitrice: mantenne soltanto le tecniche più dirette ed efficaci, mentre tralasciò quelle per così dire hollywoodiane, tanto belle quanto dispendiose in termini di energia. Tramandò la disciplina alla sua allieva Wing Chun (“eterna primavera”) che, oltre a ribattezzare lo stile con il proprio nome, apportò ulteriori migliorie, cercando di conferire al Wing Chun quei principi tecnici universali che consentono di adattarsi a qualsiasi avversario.”

“Interessantissima anche l’altra faccia della medaglia, dacché il Wing Chun si può adattare a qualsiasi sorta di praticante, sia uomo che donna, sia che abbia 5 anni che settanta. Non bisogna comunque pensare che si possa impararlo da un giorno all’altro: per conoscere il proprio corpo e i benefici marziali che ne derivano, forse, non basta una vita!”

Sifu Luca Bomba alla "pupa di legno"

Per queste ragioni Luca non si perde nessun momento della giornata e, dopo l’abituale caffè mattutino con cui s’innesca la giornata, inizia la prassi del carpe diem: un paio d’ore vengono così dedicate all’allenamento personale, effettuato a corpo libero e alla “pupa di legno”, ovvero una specie di manichino ideale ad affinare scioltezza, potenza e coordinazione. Dopodiché seguono la corsa quotidiana (talvolta in compagnia dal cane Maya) e numerose lezioni private. Break meritato con pranzo in famiglia, per poi riattaccare con ulteriori corsi privati e lezioni in comune aperte a tutti, dai bambini agli adulti. Persino durante il week end vengono organizzati dei seminari dov’è data la possibilità agli allievi di allenarsi tre o quattro ore di fila attorno a determinati esercizi.

“Saper cogliere l’attimo”, chiarisce infine sifu Luca, “non significa soltanto applicarsi con costanza al Wing Chun, ma significa anche vivere nel presente, senza lasciarsi soffocare da antichi ricordi o da turbinosi pensieri proiettati nel futuro. Riuscendo a leggere appieno il presente, vivendo qui ed ora e agendo di conseguenza, gli aspetti importanti della vita e le buone occasioni non ci sfuggiranno davanti agli occhi!”

Per informazioni relative all’Accademia Wing Chun Ticino di Lugano-Viganello, situata in via al Fiume 2, contattare Sifu Luca Bomba al numero +4179 3765244.

www.autodifesa.info

Loris Trotti

 

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