Luca Pisciotta, responsabile della comunicazione del Movimento 5 stelle Varesino
Luca Pisciotta ha 42 anni ed è il responsabile per la comunicazione del Movimento 5 Stelle della provincia di Varese. Si tratta dell’area insubrica che ha eletto più parlamentari all’interno dei “grillini”. Sono ben quattro: Ivan Catalano, Cosimo Petraroli e Tiziana Pittau alla Camera, Laura Bignami al Senato. Pisciotta lavora come direttore generale in una società di ristorazione e nel curriculum annovera quindici anni nel settore marketing di Volkswagen e Pirelli. Nel suo futuro c’è l’apertura di due società di e-commerce e di servizi per l’assicurazione. E, poi, c’è l’impegno politico con l’M5s.
Dopo lo tsunami elettorale, cos’è cambiato a livello locale per il M5s?
“Non abbiamo dati ufficiali sugli aderenti. Prima delle ultime elezioni eravamo quattro gatti, mentre ora è un boom. Ci hanno contattato centinaia di persone. L’obiettivo è di trasformare il consenso in attivismo. Il primo passo è iscriversi sul blog nazionale e poi attivarsi con i gruppi locali. Per aderire bisogna seguire le due o tre regole imposte dal non-statuto: attivarsi e appoggiarsi ai gruppi provinciali certificati che assicurano il supporto per partire. Inoltre, ovviamente, deve esserci la condivisione del nostro programma e non si deve essere iscritti ad altri partiti. Per gli ex militanti delle altre forze politiche verrà effettuata una valutazione. Si può sempre cambiare idea ma bisogna stare attenti ai tentativi di infiltrazioni, come avvenuto a Como con alcuni esponenti del Pdl”.
Perché in termini di consensi in Lombardia e in Insubria il M5s è rimasto al di sotto della media nazionale?
“Qui la Lega, Cl e Cdo hanno le loro roccaforti. Vent’anni di governo hanno creato un indotto enorme di consensi fra piccoli imprenditori, studi professionali e società della sanità privata che hanno portato voti al modello che li ha aiutati. E’ un modello che noi vogliamo smantellare radicalmente”.
Come funziona la vostra piattaforma decisionale programmatica?
“Si chiama Liquid Feedback. Gli attivisti si ritrovano online e scrivono una proposta che viene pubblicata sulla pagina-piattaforma. A questo punto parte la scelta democratica. Le istanze possono essere controbattute o emendate. Ogni emendamento ha un tempo massimo di vita in cui gli attivisti possono esprimere il proprio favore (o non) nei confronti della proposta. Se l’emendamento piace a molti viene condiviso, altrimenti no. L’idea è di soddisfare più presone, ma allo stesso tempo integrare le minoranze. Infine si vota palesemente l’intera proposta”.
Nicola Antonello
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