Mercato del lavoro varesino: in aumento le assunzioni
Emerge qualche spiraglio nel buio del mercato del lavoro varesino: le imprese sembrano intenzionate a riprendere le assunzioni. E’ quanto emerge dall’annuale indagine condotta da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro.
Gli imprenditori intervistati prevedono 10.570 nuove assunzioni per quest’anno (erano solo 8.720 nel 2010) a fronte di 11.720 uscite (erano ben 12.780 nel 2010). Il saldo entrate-uscite resta quindi sempre negativo, ma in miglioramento rispetto ai record registrati nel 2009 (-4.010) e nel 2010 (-4.050).
L’indagine è appena stata presentata, ma le interviste erano state realizzate nei mesi precedenti alle nuove difficoltà fatte registrare dall’economia mondiale da luglio in poi. Non è quindi confermato che a fine anno queste previsioni vengano rispettate, molto dipenderà da come andrà la ripresa dell’attività produttiva a settembre e da come reagiranno le imprese alla tempesta finanziaria di agosto e alla manovra del Governo per riequilibrare i conti.
A testimonianza del fatto che la crisi non è stata del tutto superata, molte sono ancora le imprese varesine che non prevedono per l’anno in corso alcuna assunzione (76,8%). C’è però il 21,2% delle aziende intervistate che programmano assunzioni per il 2011 e, tra queste, sono soprattutto quelle di maggiori dimensioni (sopra i 50 addetti) che mettono in conto di incrementare il personale principalmente per due motivi: sostituzioni e crescita degli ordinativi.
Il saldo assunzioni-uscite è ancora complessivamente negativo sia nell’industria che nei servizi, ma si riscontra un miglioramento rispett agli scorsi due anni. Positivi i dati del turismo e della sanità-istruzione. Tuttavia vi è da segnalare che durante la crisi il commercio aveva sempre mantenuto saldi positivi mentre per il 2011 evidenzia un saldo negativo probabilmente dovuto alla contrazione dei consumi.
L’analisi aggregata della domanda di lavoro per profili professionali rivela un aumento della richiesta di operai specializzati, pari al 30% delle nuove assunzioni. Stabile al 26% resta invece il bisogno di profili high skill, mentre continua a scendere la domanda di impiegati e professioni commerciali che si ferma al 35%. Debolissima e ancora in discesa la richiesta di figure non qualificate (solo 9%).
Red./Comunicato
(vedi anche www.osserva-varese.it)
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