UBS: guai anche a Hong Kong
Non sono finiti i guai per la più grande banca svizzera. UBS è finita sotto indagine anche a Hong Kong perché sospettata di avere manipolato i tassi di prestito Hibor praticati tra le banche dell’ex colonia britannica. Dopo le sanzioni dell’autorità di vigilanza elvetica (Finma) e di quelle americane e britanniche e dopo la sentenza di ieri a Milano, l’immagine di UBS rischia di appannarsi ulteriormente.
Le autorità di Hong Kong sospettano che UBS abbia manipolato il tasso di prestito Hibor, praticato tra banche di Hong Kong, oltre ad alcuni altri coefficienti di riferimento dei mercati finanziari asiatici. Le autorità cinesi, secondo quanto rivelano le agenzie, hanno aperto un’indagine dopo aver ricevuto informazioni in tal senso da operatori specializzati nella sorveglianza dei mercati finanziari. La notizia sull’inchiesta aperta nei confronti della grande banca elvetica giunge a poche ore dalla multa di circa 1,4 miliardi di franchi (1,1 Miliardi di euro) inflitta a UBS da Stati Uniti, Gran Bretagna e Svizzera per la manipolazione del tasso interbancario di riferimento Libor. Ieri, inoltre, il tribunale penale di Milano aveva condannato UBS e altre tre grandi banche internazionali al pagamento di una sostanziosa multa per avere truffato, attraverso sofisticati strumenti finanziari, il comune del capoluogo meneghino.
MB
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