Sesso e botulino: chiuso un salone di massaggi
Chiuso a Lugano un salone di massaggi dove venivano effettuati anche trattamenti di botulino senza autorizzazione. Lo hanno comunicato il ministero pubblico e la polizia cantonale.
Gli agenti della sezione Tratta e sfruttamento di esseri umani (TESEU) della polizia giudiziaria ticinese sono intervenuti presso il salone di massaggi in quanto si sospettava che vi venisse esercitata illegalmente la prostituzione.
Durante le perquisizioni ed i successivi interrogatori, è emerso che nel locale, senza le necessarie autorizzazioni, venivano effettuati anche trattamenti di bellezza antirughe attraverso la somministrazione di botulino. Si specifica che tali pratiche, eseguite da persone non qualificate, potrebbero causare gravi danni alla salute dei pazienti.
I medicamenti sono stati sequestrati e messi a disposizione del Farmacista cantonale. Le due persone responsabili del salone, una 39enne cittadina straniera residente all’estero ed una 35enne straniera residente nel Luganese, sono state interrogate e denunciate per infrazione alla Legge federale anche sugli agenti terapeutici. Questa inchiesta è coordinata dal Procuratore Pubblico Arturo Garzoni, che ha posto sotto sequestro il salone.
Prostitute invitate a denunciare pigioni esagerate
Si segnala inoltre che resta costante l’attività di controllo e monitoraggio sul fronte degli appartamenti dove viene svolta la prostituzione, questo nel quadro dell’ “Operazione Domino”. In tale specifico contesto, ieri 9 agosto agenti della sezione TESEU hanno fermato un 41enne domiciliato nel Luganese al quale vengono contestati i reati di usura, promovimento della prostituzione ed esercizio illecito della prostituzione.
L’uomo subaffittava un appartamento nel Luganese a 3 prostitute (in regola con i permessi e notificate alla Polizia cantonale) a cifre manifestamente sproporzionate rispetto al prezzo di mercato, e pertanto tali da ipotizzare appunto il reato d’usura. Le donne disponevano di un regolare contratto di locazione, e quindi potranno ora usufruire degli spazi ad un prezzo locativo di mercato.
Le persone che esercitano la prostituzione in modo regolare in spazi di tipo privato vengono invitate a segnalare al Ministero Pubblico e alla Polizia cantonale eventuali situazioni che potrebbero configurarsi nei reati di sfruttamento della prostituzione ed usura.
Si ritiene opportuno evidenziare infine che sulla base di controlli puntuali effettuati in seguito a segnalazioni giunte alla sezione TESEU in merito alla prostituzione di strada, non sono stati costatati al momento riscontri oggettivi. L’attenzione di Polizia e Magistratura, su questo nuovo possibile fenomeno resterà comunque alta e costante.
Comunicato
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