Sanità: anche in Italia si ricorre sempre di più al privato
In Italia il sistema sanitario è garantito e gratuito per ogni cittadino. Ma se si fa capo al servizio pubblico, si rischia di dover attendere 300 giorni per una gastroscopia, 323 giorni per un’ecografia all’addome, 243 giorni per una Tac.
Una attesa che può anche rivelarsi mortale. Non sorprende quindi che nonostante la possibilità di ricorrere alla sanità pubblica, in Italia la spesa privata per la sanità sia in aumento. Gli italiani, rileva un’indagine dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese, spendono di tasca propria oltre 30 miliardi per ricoveri e visite.
“A fronte di un Servizio Sanitario Nazionale sempre più costoso che comporta prelievi consistenti dalle tasche dei cittadini”, dichiara Massimo Pella, responsabile dei Servizi alla Persona di Confartigianato Varese, “si assiste, in alcune regioni, a tempi di erogazione dei servizi troppo lunghi e non in linea con le esigenze dei pazienti.”
La riduzione dei tempi d’attesa e l’accesso alla diagnostica privata è possibile solo pagando privatamente. E così, accanto al sistema sanitario nazionale riappaiono le mutue, assicurazioni private che coprono i costi della salute nel caso in cui si voglia far capo alle istituzioni sanitarie private. A Varese c’è per esempio la possibilità di far capo alla Mutua ospedaliera artigiani di Confartigianato Varese (MOA), che offre diverse formule di assistenza sanitaria: dai rimborsi sui ticket all’assistenza sanitaria privata.
Le convenzioni stipulate dalla MOA con laboratori e poliambulatori permettono di tagliare i tempi di attesa (al massimo tre giorni) e di accedere alla diagnostica a tariffe estremamente convenienti con sconti che vanno dal 20% al 30%. “Si tratta di una risposta alla richiesta di sussidiarietà da parte dei cittadini: la MOA arriva dove il Sistema Sanitario Nazionale non riesce più ad arrivare”, spiega Massimo Pella.
Oltre che attraverso le mutue ci si può assicurare per il rimborso delle spese mediche attraverso diversi gruppi assicurativi privati. I costi variano a seconda della formula assicurativa che si sceglie. I frontalieri che lavorano in Svizzera hanno inoltre la possibilità di assicurarsi presso le Casse malati svizzere.
Red.
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