Sanità: sempre più medici svizzeri in Italia
Quasi mille medici svizzeri lavorano in Italia. La quota straniera più alta dopo i tedeschi. E’ quanto emerge da uno studio dell’Enpam (l’Ente nazionale di previdenza e assistenza della categoria) realizzato per Adnkronos Salute. Si tratta di un dato in netta controtendenza rispetto a quanto si è sempre pensato. Se è vero che la Confederazione elvetica importa a mani basse personale medico e paramedico dall’estero (Germania e Italia in primis), secondo i rilevamenti, dell’Enpam esiste anche un forte flusso in senso contrario e questo soprattutto verso Lombardia e Piemonte.
In Italia, operano poco meno di 15 mila medici stranieri. Una quota in continua crescita. Infatti, negli ultimi 10 anni, il loro numero è aumentato del 10%. A concorrere a questo incremento sono stati soprattutto i medici tedeschi che con 1070 professionisti sono gli stranieri più numerosi. A ruota seguono però gli svizzeri con 868 e i greci (864).
Per le autorità sanitarie italiane, soprattutto nelle province del nord dove la scarsità di personale altamente qualificato è più marcata, si tratta sicuramente di una boccata di ossigeno. Infatti, sono soprattutto Veneto, Lombardia e Piemonte a registrare la maggiore presenza di medici stranieri sul loro territorio. Oltretutto, nella Penisola, il numero degli iscritti a medicina continua a diminuire. Allo stato attuale ci sono appena 6200 iscritti all’anno in tutto il paese. Troppo pochi, secondo gli esperti, per rispondere alle crescenti esigenze sanitarie della popolazione italiana. Infatti, andando avanti di questo passo, molti stimano che il ricorso a medici stranieri continuerà in modo massiccio anche nei prossimi anni.
Svizzeri: un dato che sorprende
Il dato sul numero dei medici svizzeri impiegati in Italia è particolarmente curioso. Nella Confederazione, in questo momento, il 50% dei medici assistenti negli ospedali, è straniero. E questo non perché le leggi Svizzere siano più tolleranti con chi viene da fuori ma semplicemente perché manca personale qualificato. L’afflusso di questi profili dalla Germania ma anche dall’Italia verso la Svizzera è continuo tanto che alcuni Land tedeschi hanno introdotto dei vincoli molto serrati per impedire che i loro giovani medici ascino la Germania subito dopo la laurea. Anche la Lombardia soffre dello stesso male. Un esercito di medici assistenti, di anestesisti, di tecnici di chirurgia, senza contare gli infermieri, giornalmente attraversa il confine per lavorare nelle cliniche e negli ospedali privati e pubblici del Canton Ticino. E questo in barba ai proclami minacciosi della Lega dei Ticinesi che vorrebbe tagliare drasticamente il numero dei frontalieri. Senza di loro, dicono all’assessorato cantonale della sanità, molti istituti chiuderebbero. Proprio per questo, le cifre dell’Enpam sorprendono.
Mario Besani
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