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Rifiuti esteri in Ticino: quanto c’è di vero?

16 marzo 2012 – 07:29Nessun Commento


L'ICTR di Giubiasco (foto ACR)


La televisione svizzera di lingua italiana RSI insinua il dubbio che rifiuti provenienti anche dall’estero finiscano nel termovalorizzatore di Giubiasco. I giornalisti della trasmissione Falò, che hanno svolto l’inchiesta, non forniscono prove ma dimostrano comunque come ci siano tutti i presupposti perché tali traffici possano effettivamente avvenire.

In Canton Ticino arrivano rifiuti anche da fuori cantone? Difficile dirlo. Nemmeno l’inchiesta trasmessa dal settimanale Falò, ha permesso di chiarire se effettivamente esiste un eventuale giro d’immondizia che dalla Svizzera interna e dall’estero fa rotta verso il Ticino. Certo, i presupposti ci sarebbero tutti. Secondo i due giornalisti che hanno realizzato l’inchiesta, negli ultimi anni, la massa di rifiuti nel cantone è inspiegabilmente aumentata. Quantitativi, secondo Falò, difficilmente spiegabili che andrebbero oltre le capacità “produttive” indigene.

Pochi i controlli, buoni i prezzi

D’altra parte, il traffico di rifiuti transfrontaliero è poco o nulla controllato. Infatti, alla dogana, i cosiddetti scarti industriali: plastiche, imballaggi, legname, che potrebbero andare ad alimentare l’inceneritore di Giubiasco, passano in “autocertificazione” perché non considerati pericolosi.

Oltretutto, il prezzo di smaltimento che l’inceneritore ticinese chiede per questo tipo di rifiuti è di appena 80 franchi la tonnellata. Una tariffa molto concorrenziale, dicono i due giornalisti della RSI, sia rispetto alla Svizzera interna sia rispetto all’Italia.

La direzione dell’inceneritore e i funzionari del dipartimento cantonale dell’ambiente smentiscono qualsiasi importazione. Una tale pratica, dicono, andrebbe contro gli impegni sottoscritti a suo tempo con il comune di Giubiasco: in Ticino, recita l’ accordo, devono essere bruciati solo rifiuti ticinesi! La questione è comunque già rimbalzata sui banchi del parlamento cantonale. Il partito dei “Verdi” che ha a sua volta ricevuto diverse segnalazione anonime ritenute credibil e che confermano l’arrivo dall’ estero di rifiuti, ha sollecitato il governo a fare chiarezza.

MB

 

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