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Sostenere la presenza ticinese sui mercati esteri

29 febbraio 2012 – 19:01Nessun Commento

L'apertura della Giornata dell'export ticinese

Con due misure mirate all’attività internazionale delle aziende ticinesi il governo di Bellinzona intende promuovere la presenza dell’economia ticinese sui mercati esteri. Le ha illustrate la consigliera di Stato Laura Sadis in occasione della Giornata dell’export Ticino organizzata dalla Camera di commercio.

I mercati esteri sono sempre più importanti per l’economia ticinese. Con una giornata dedicata all’export la Camera di commercio del Canton Ticino ha voluto sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia le aziende sull’importanza dell’internazionalizzazione delle attività economiche.

Nel suo intervento Laura Sadis ha messo in evidenza che nel 2011 dal Ticino sono stati esportati beni per più di 8 miliardi di franchi. Italia e Germania sono le principali destinazioni, ma sempre più le aziende ticinesi si trovano a loro agio anche in altre parti del globo.

Il Cantone intende portare a un milione l’importo annuo destinato a sostenere la partecipazione delle imprese e delle associazioni di categoria alle fiere specialistiche. Intende inoltre contribuire in misura maggiore ai costi delle imprese che con il sostegno dell’OSEC (l’organizzazione che promuove il commercio estero svizzero) cercano nuovi mercati all’estero.

Determinante per il successo della promozione è un lavoro di team fra pubblico e privato. Proprio in questi giorni si sta affinando un accordo di collaborazione tra il Dipartimento delle finanze e dell’economia e la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino, con il coinvolgimento attivo dell’Associazione industrie ticinesi. L’obiettivo è quello di formalizzare la collaborazione finora avvenuta su basi informali e a fasi alterne.

Il contenzioso con l’Italia

Sollecitata da alcuni interventi dei partecipanti, la responsabile del Dipartimento dell’economia ha sottolineato l’impegno del Cantone per eliminare gli ostacoli che purtroppo rendono difficile alle aziende ticinesi di operare proprio sul mercato estero più vicino, quello italiano. Mentre si è riusciti, grazie all’intervento dell’Unione europea, ad eliminare la discriminazione in materia di appalti pubblici, sono rimasti finora senza risultati gli interventi contro l’esclusione delle ditte ticinesi attive nel settore fotovoltaico dagli incentivi decisi dal governo italiano. Un trattamento che sta mettendo in serie difficoltà le aziende del settore.

Per non parlare della black list italiana dei paradisi fiscali, su cui figura tuttora la Svizzera. Si tratta di tematiche su cui il governo ticinese non manca di sollecitare le autorità federali quando ne ha la possibilità, ha spiegato Laura Sadis. La rapidità dei progressi dipende però spesso anche da contingenze politiche italiane, che possono ostacolare una rapida soluzione.

M.A.

 

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