Home » Economia

L’economia ticinese ha retto alla crisi

20 dicembre 2012 – 15:47Nessun Commento

Le aziende ticinesi hanno reagito abbastanza bene ai problemi causati dalla difficile situazione economica. Nel 2012, a detta degli stessi dirigenti d’impresa, l’andamento degli affari è infatti stato da soddisfacente a buono per il 67% delle aziende.

Questo bilancio tutto sommato positivo, soprattutto se confrontato alla situazione che si riscontra nei paesi vicini, emerge dall’annuale inchiesta congiunturale eseguita dalla Camera di commercio, dell’industria e dell’artigianato del Cantone Ticino presentata oggi a Stabio dal direttore della Camera di commercio Luca Albertoni.

Nel 2012 si sono fatte sentire le difficoltà già emerse nel 2011 e sostanzialmente legate alla situazione del franco forte e alle gravi difficoltà della zona-euro. L’impatto del franco forte sulle aziende ticinesi è risultato più elevato rispetto a quello che hanno fatto registrare le aziende degli altri cantoni che hanno partecipato all’inchiesta.

I provvedimento presi dalla Banca nazionale svizzera (BNS), che ha fissato un tasso di riferimento a 1.20 per il cambio franco-euro, pur non risolvendo tutti i problemi, ha però avuto effetti positivi. In molti casi ha permesso di mantenere o migliorare i margini, facilitando quindi anche gli investimenti e il mantenimento del personale, di rinunciare a coperture assicurative sul rischio di cambio o di sbloccare investimenti.

Con un 47% delle aziende che hanno operato investimenti, si può ritenere che il livello generale di investimenti sia stato soddisfacente.

Dal punto di vista occupazionale, è stata registrata una stabilità dell’effettivo per il 64% delle aziende, mentre il 21% ha aumentato il personale e il 15% lo ha ridotto. I valori sono sostanzialmente in linea con quanto era stato previsto alla fine del 2011. Pur essendo tali dati simili a quelli rilevati dagli altri cantoni, non si può nascondere una certa preoccupazione per la percentuale di aziende che hanno proceduto a riduzioni di personale, nel contesto di un mercato del lavoro sottoposto a pressioni e tensioni.

Le prospettive per il 2013

Per il 2013 le stime prevedono un andamento degli affari da soddisfacente a buono per il 61% delle imprese e per l’occupazione si stima una maggiore stabilità, con l’83% delle aziende che segnala l’intenzione di mantenere l’effettivo attuale. La propensione agli investimenti è data in leggero calo rispetto al 2012, con il 40% delle imprese che ne prevede, prudenza data soprattutto dalle incertezze regnanti nella zona-euro. La propensione all’investimento delle aziende ticinesi resta comunque superiore a quella delle aziende degli altri cantoni che hanno partecipato all’inchiesta.

In generale, i dati del 2012 e le previsioni per il 2013 sono, come negli anni precedenti, in linea con quanto rilevato negli altri Cantoni. Permangono per tutti le forti incertezze legate soprattutto al contesto economico internazionale e in particolare alla difficile situazione in cui si trovano molti paesi europei, partner tradizionali delle imprese svizzere e ticinesi che sono quindi esposte a rischi importanti.

I risultati dell’indagine congiunturale sono stati presentati a Stabio presso la ditta Rapelli. La ditta del settore alimentare, la cui produzione è diretta sopratutto al mercato interno, ha concluso l’anno con risultati soddisfacenti. A detta dell’amministratore delegato Glauco Martinetti, l’esodo dei consumatori svizzeri verso i prodotti della zona euro sta diminuendo, ciò che permette di guardare al 2013 con un certo ottimismo.

Red./Comunicato

 

Articoli correlati:

  1. Economia ticinese: leggera schiarita
  2. Economia ticinese: la situazione migliora
  3. Economia lombarda: il peggio è passato?
  4. Economia in calo in Svizzera
  5. Turismo sanitario e scuole private: la risposta svizzera alla crisi
  6. Il lavoro è un diritto: intervista alla Presidente del Governo ticinese Laura Sadis
  7. Varese resiste alla crisi
  8. Economia ticinese in espansione
  9. Economia ticinese colpita dalla black list italiana
  10. Un fondo di 750 miliardi di euro per far fronte alla crisi

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.