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Un fondo di 750 miliardi di euro per far fronte alla crisi

8 maggio 2010 – 06:45Nessun Commento

Dopo undici ore di trattative, appena in tempo per anticipare l’apertura dei mercati, i ministri delle finanze dei paesi aderenti all’euro riuniti a Bruxelles hanno trovato un accordo sulla creazione di un fondo per far fronte alla crisi creata dal debito pubblico greco.  Elena Salgado, la ministra delle finanzie spagnola che presiede i lavori, ha annunciato la creazione di un fondo di 750 miliardi di euro.

I leader dell’eurozona hanno confermato il piano per salvare la Grecia. Il provvedimento non ha però convinto i mercati, che hanno mandato a picco le borse la scorsa settimana. Nelle ultime ore le trattative condotte dai ministri delle finanze si sono concentrate sulla creazione di un fondo “salva-Stati” per permettere all’Ue di intevenire con decisione a sostegno dei paesi in difficoltà. La somma decisa – 750 miliardi di euro – è senza precedenti. Sarà composto da 60 miliardi messi a disposizione dalla Commissione europea, 440 miliardi di garanzie da parte degli stati membri, e 250 miliardi Fondo  monetario internazionale.

La Gran Bretagna, che non fa parte dell’area dell’euro, ha già fatto sapere di non voler aderire. I paesi in difficoltà hanno dovuto impegnarsi a rafforzare la loro disciplina fiscale. Sono state aumentate le competenze delle istituzioni incaricate di controllare i conti pubblici degli Stati membri. In discussione pure la creazione di una agenzia di rating europea, per contrastare il dominio americano.

I capi di governo che hanno seguito il vertice hanno sottolineato la gravità della situazione. Il premier italiano Silvio Berlusconi ha affermato che ci si trova davanti ad una emergenza che richiede azioni decise. Le consultazioni di Bruxelles sono state seguite da vicino anche da Washington. Prima dell’inizio dei lavori la cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato al presidente americano Obama, che ha ribadito la necessità di dare una risposta forte alla crisi, assicurando il sostegno americano agli sforzi europei.

Red.



 

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