Home » Cronaca, Economia, Lavoro, Svizzera

Schneider-Ammann: il Ticino e il Gottardo, la libera circolazione e il franco forte

28 ottobre 2011 – 18:29Nessun Commento

foto CF

A Lugano per partecipare all’annuale assemblea della Camera di Commercio, il Ministro svizzero Johann Schneider-Amman ha focalizzato il suo intervento sulla necessità di sviluppo dell’innovazione “perché l’innovazione è la chiave del successo!”

Giunto in Ticino per la quarta volta nel breve volgere di poche settimane, il Consigliere federale Johann Schneider-Amman, responsabile del Dipartimento dell’Economia, ha innanzitutto voluto precisare che a Berna “dal Ticino giungono richieste importanti.”

La necessità di mantenere aperto il tunnel autostradale del San Gottardo e le conseguenze del Franco forte sull’economia del Cantone sono temi prioritari sia per il Ticino sia per la Confederazione.

“Il risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo, da effettuare tra il 2020 e il 2025, riveste particolare importanza – ha sottolineato Schneider-Ammann – Anche a Berna la necessità di mantenere buoni collegamenti di trasporto con il Canton Ticino durante il risanamento del tunnel non viene messa in discussione. Si può risanare il tunnel anche senza un secondo tubo. La Segreteria di Stato dell’economia sta valutando quali conseguenze economiche avrebbero per Uri e Ticino le diverse possibili soluzioni. Ritengo che l’anno prossimo il Parlamento deciderà se accordare priorità al risanamento o alla realizzazione di un secondo tubo”.

Ma per il Consigliere federale “la questione della forza del franco è più urgente. Le regioni di frontiera come il Canton Ticino risentono in misura particolare della forza del franco.”

Inoltre, già gli scorsi incontri tra autorità cantonali e federali aveva consentito di porre l’accento, fra l’altro, sulla necessità di inasprire le misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone. Una proposta di modifica della legge è già in consultazione.

“Vorrei potervi presentare un sistema brevettato per contrastare la forza del franco. Ma non so fare miracoli. Oggi i processi economici sono troppo complessi. Non resta che cercare soluzioni praticabili. » E di fronte alla rincorsa verso un Franco considerato bene rifugio in questo periodo di incertezze economiche e finanziarie la Banca nazionale e il Consiglio federale hanno reagito attivamente.

“La decisione della BNS di fissare il limite minimo per il tasso di cambio con l’euro a 1,20 ha calmato i mercati e consentito alle imprese di pianificare le loro attività con maggiore sicurezza. “

Il pacchetto di misure, per un importo di 870 milioni di franchi, approvato dal Parlamento durante la sessione autunnale, “contribuisce a rafforzare a medio termine l’economia svizzera. Inoltre viene finanziata l’assicurazione contro la disoccupazione.”

“Se riterremo necessario adottare ulteriori misure, sottoporremo nei tempi previsti al Parlamento un pac¬chetto di misure adeguato ai bisogni.”

A settembre Schneider-Ammann era anche stato l’ispiratore di un incontro tra rivenditori ed importatori per favorire il calo dei prezzi al dettaglio. “I risultati non si sono fatti attendere. Questo intervento, asso¬ciato a quello effettuato dalla Banca nazionale un paio di giorni dopo, ha reso meno convenienti, se non addirittura privi d’interesse, gli acquisti oltre confine.”

Per quanto concerne la libera circolazione delle persone il Ministro dell’economia ha ammesso l’esistenza di abusi: “dumping salariale o falsi indipendenti, ad esem¬pio. In quest’ambito stiamo inasprendo i provvedimenti.”

Ma, concretamente, cosa possono aspettarsi le PMI dallo Stato in questi tempi difficili a causa della forza del franco?

“Anche se il governo fa e farà tutto quanto è in suo potere per aiutare chi si trova in difficoltà, dobbiamo tutti quanti sfruttare con perseveranza le nostre poten¬zialità, la nostra forza innovativa e la nostra creatività. Viviamo in tempi in cui la Svizzera dovrà sempre più spesso ricorrere alle sue capacità di innovazione e rafforzare la sua immagine di polo di ricerca e attività industriale. Mettiamoci al lavoro. Accettiamo la sfida. »

KC

 

Articoli correlati:

  1. Il Ticino sostiene le misure collaterali alla libera circolazione
  2. Libera circolazione: Berna incarica un gruppo di lavoro “segreto”
  3. Franco forte: la BNS verso il cambio a 1,30
  4. Franco forte: il Senato elvetico apre alle misure del Governo
  5. Franco forte: il cambio euro-franco mai inferiore a Fr. 1,20!
  6. Franco forte: il Governo ticinese scrive a Berna
  7. Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
  8. Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
  9. Franco forte : cambio di favore in alcuni negozi ticinesi
  10. Franco forte: la banca centrale svizzera sotto di quasi 11 miliardi

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.